Artigiano aggredito a colpi d’ascia sulle gambe dai clienti che volevano uno sconto: 2 arresti 

Aggredito a colpi d’ascia per un mancato sconto  

È un racconto dell’orrore quello di Giorgio Tarsi, un artigiano di 54 anni di Fano, provincia di Pesaro. L’uomo si trova nel reparto di ortopedia dell’ospedale di San Salvatore in attesa dell’operazione alle gambe. Operazione necessaria per essere stato colpito a colpi di accetta da parte di due albanesi. 

Giorgio Tarsi è stato aggredito in un’abitazione di Montecchio lunedì sera. Un giornalista de Il Resto del Carlino lo ha raggiunto per chiedergli di raccontargli quelle terribili ore, e Giorgio Tarsi ha accettato. 

La dinamica dell’aggressione 

Giorgio Tarsi racconta che due albanesi di Montecchio gli avevano commissionato una cucina. “Stabiliamo un prezzo di 3050 euro e firmiamo un regolare contratto con pagamento anticipato tramite bonifico. Attendo un po’ di tempo, ma questo pagamento non arriva” racconta.

Poi arriva un assegno post-datato, che ovviamente l’artigiano non accetta. Chiama la polizia ed i carabinieri perché riceve minacce via telefono da parte dei clienti. “Mi consigliano di mediare e chiudere la faccenda. Lunedì 21 gennaio nel pomeriggio vado comunque a Montecchio a consegnare la cucina e i due albenesi mi aggrediscono a colpi di ascia” racconta. 

I due sono “madre e figlio rispettivamente di circa settanta e quarant’anni”. I due aggrediscono l’artigiano dicendogli che deve preparare la cucina per un prezzo minore rispetto a quello pattuito. Tarsi ovviamente rifiuta. “Allora mi afferrano e cominciano a picchiarmi. Io cerco di reagire, ne nasce una colluttazione”. 

Aggredito a colpi di ascia per pochi euro di sconto 

“Quasi subito. Il figlio mi tiene immobile e la madre comincia a sferrarmi dei colpi terribili alle gambe in varie parti con un’ascia, procurandomi ferite e dolore lancinanti. Perdo sangue, mi sento mancare, cado a terra e mi trascino”. Ma non finisce qui.

Mi minacciano e gridano che fino a quando non sconto loro una somma rispetto a quanto pattuito non mi lasciano andare e mi rubano perfino cellulare e portafogli con tutti i soldi che avevo all’interno. Nel frattempo due operai che lavorano con me scappano a chiedere aiuto, su mia richiesta” racconta Tarsi. 

“Avevo perso sensibilità alle gambe, sanguinavo avevo ferite in varie parti, ero sotto choc e non sapevo come uscire da un incubo”. I due aggressori, madre e figlio, sono stati rintracciati ed arrestati dalle forze dell’ordine. Le accuse sono rapina e lesioni gravi.

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