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Colpo di Stato in Venezuela, il Mondo si divide: Russia e Cina con Maduro, USA con Guaidò

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In Venezuela è colpo di Stato: Jean Guaidò ha l’appoggio degli Stati Uniti

Il colpo di Stato in atto in Venezuela sta tenendo tutto il mondo con il fiato sospeso. Juan Guaidò (qui un breve ritratto dell’uomo politico) è colui che sta puntando a prendere il posto di Nicolòs Maduro.

Già leader dell’opposizione, Guaidò è il volto simbolo di un golpe che sta rischiando di far saltare gli equilibri internazionali.

I vari Paesi del mondo si stanno schierando chi dall’una chi dall’altra parte della barricata. Gli Stati Uniti sono dalla parte di Guadò. Anzi, non solo Guaidò è un flo-statunitense convinto ma pare che il colpo di stato sia stato proprio preparato con l’aiuto degli States di Donald Trump. Non tutti, però, sono favorevoli all’allontanamento di Maduro.

In Venezuela è colpo di Stato: Cina e Russia contro Stati Uniti e Unione Europea

Il golpe in atto in Venezuela, dove Juan Guaidò– leader dell’opposizione- si è autoproclamato Presidente pro tempore al posto del legittimo Presidente Maduro, non è un affare esclusivamente inerente alla politica interna del Venezuela, il Paese devastato da una crisi economica senza fine.

La situazione esplosiva del Venezuela rischia di sollevare una polveriera. Guaidò, a capo dell’Assemblea Nazionale, si è guadagnato l’appoggio di alcuni Paesi e l’ostilità di altri. Con lui si sono schierati Stati Uniti e Unione Europea. Cina e Russia, invece, sostengono Maduro.

Gli States hanno formalmente riconosciuto la Presidenza temporanea di Guaidò e stanno vagliando l’ipotesi di inviare dei militari nel Paese. L’Unione Europea ha auspicato che il Venezuela possa presto giungere a libere elezioni, nel rispetto della volontà del popolo che si sta battendo per la democrazia. Una volontà che non può essere ignorata.

Juan Guaidò, oltre al sostegno dei cittadini che oggi hanno manifestato a Caracas (non senza spargimenti di sangue: ci sono 16 morti accertati), ha ottenuto il plauso del Presidente francese Macron.

Dall’altra parte, cioè quella di un Maduro spodestato dopo il giuramento presidenziale dell’11 Gennaio, ci sono Turchia, Iran, Siria e soprattutto Cina e Russia (il cosiddetto “asse orientale”).

Da queste due ultime super potenze un monito, forte, a non interferire nelle questioni interne del Venezuela. I toni più “minacciosi” sono arrivati con una nota del Cremlino: si condanna qualunque appoggio ad un governo non legittimo che possa portare la popolazione venezuelana alla guerra civile.

Maria Mento

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