ESCLUSIVA Sen. Vaccaro (M5S): “Invito la Francia a risolvere il tema migranti insieme al nostro governo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:23

Buongiorno Sen. Vaccaro, grazie di essere qui con noi. Cosa ne pensa del caso mediatico scoppiato dopo le dichiarazioni del vicepremier Di Maio verso la Francia sul tema migranti e la ‘moneta coloniale’?

Il Movimento ha detto solo la verità e nessuno dovrebbe avere paura della verità. Ora si indignano per il nostro intervento: perché? La Francia è più volte intervenuta contro i cosiddetti partiti populisti; molti politici europei e francesi hanno fatto dichiarazioni sulla nostra manovra. E noi lo abbiamo accettato. Anche questa è l’Europa. Discutere, tutti, di cose che ci riguardano. Non capisco, quindi, perché tanto clamore. Piuttosto, mi chiedo e chiedo al governo francese: abbiamo o no detto il vero? Il tema del franco già è stato posto anche dai gilet gialli e da tutti quei movimenti che vogliono dire chiaramente basta al neocolonialismo. Se non mettiamo l’Africa in condizione di crescere, è ovvio che quel continente manderà qui da noi i suoi figli più disperati. Consideri che proprio i Paesi dove vige il franco coloniale sono quelli dove è più forte il traffico di esseri umani.

Noi vogliamo risolvere la migrazione alla radice: rimuovendo le cause materiali che spingono tanta gente a rischiare la vita sui barconi per raggiungere l’Europa. Invito la Francia a fare questo lavoro con noi. Noi non abbiamo problemi con il Paese transalpino o con i francesi, ma poniamo un problema politico a quelle élites che governano sordi alle esigenze dei popoli, indipendentemente dalla loro nazionalità.

Ci può illustrare qual è il suo pensiero sulla questione Tav?

Intanto per definizione dovremmo chiamarla TAC, Treno ad Alta Capacità, primo perché non raggiunge le velocità previste dalle linee AV (il treno merci in galleria viaggerebbe a 120 all’ora), e secondo perché l’opera in realtà nasce per passeggeri, poi è passata al traffico merci. Più che discutere su cosa penso io, credo sia il caso di valutare prima cosa sia giusto fare per il nostro Paese. E’ un’opera che costerà a 60 milioni di italiani 20 miliardi, che vedremo realizzata, salvo imprevisti, tra 20/30 anni, per fare guadagnare a un treno merci 20 minuti. Questo è un dato di fatto, non è la mia posizione. Inoltre, la delibera 67 emanata dal Cipe nel 2017 stima il costo complessivo del solo tunnel di base in 9,6 miliardi: il 57,9% lo paga l’Italia e solo il 42,1 la Francia (anche se il tunnel insiste per l’80% in territorio francese e solo per il 20 in territorio italiano): per quale motivo? Ma è bene ricordare che ad oggi non è stato realizzato nemmeno un centimetro del tunnel base. Ad oggi abbiamo visto solo tunnel esplorativi.

Noi siamo a favore delle grandi opere, non dei grandi sprechi. È da anni, ad esempio, che chiediamo la Tav fra Napoli e Bari. La Tav in Val di Susa, invece, non ci ha mai convinto. Opera costosa e inutile, troppo impattante dal punto di vista ambientale, non supportata da un adeguato traffico merci. Oggi, per fugare ogni dubbio, abbiamo chiesto al professor Marco Ponti, ex Banca Mondiale, di fare l’analisi costi benefici. Le nostre perplessità hanno, pare, trovato conferma. È ovvio, dunque, che questa Tav non vada bene. Ma, ripeto, ragioniamo in modo pratico e caso per caso. Non siamo ideologici, nonostante le accuse che stiamo ricevendo: da parte di chi, devo ritenere, preferisce sprecare i soldi dei cittadini per ingrassare i soliti noti.

Simone Ciloni

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