“Il piccolo migrante annegato con la pagella in tasca? Una tragedia avvenuta nel 2015 a porti aperti”

La storia del ragazzino della pagella: una tragedia avvenuta nel 2015

Il bimbo morto con la pagella in tasca? Una tragedia avvenuta nel 2015 a porti aperti
La vignetta comparsa sulla pagina Fb del Partito Democratico

La storia del ragazzino straniero di 15 anni morto annegato mentre cercava di raggiungere l’Europa è una tragedia che ha commosso tutti. Un particolare ha colpito molto: il fatto che il ragazzino tenesse cucita nella giacca una pagella, come documento per provare la sua identità ed anche la sua ottima preparazione scolastica. Il ragazzino è una delle numerose vittime ignote del naufragio del 18 aprile 2015.

Peccato che la tragedia sia diventata una sorta di pretesto da strumentalizzare per obbiettivi meramente politici. In particolare, la morte di questo ragazzo è avvenuta nel corso di un naufragio nel 2015, quando al governo c’era il Partito Democratico e quando vigeva la regola dei porti aperti, e le Ong pattugliavano liberamente il mare. 

La denuncia arriva da un articolo di Panorama che fa presente la corretta cronologia dei fatti e denuncia l’uso della tragedia come mezzo politico.

Il post del Partito Democratico: “Noi siamo diversi”

Per questo colpisce il post su Facebook del Partito Democratico, usato per attaccare il governo e la sua politica migratoria dei porti chiusi usando proprio la vicenda di un ragazzino morto quando i porti erano aperti. 

Con la scritta “Noi siamo diversi” ed una vignetta sul ragazzino annegato, la pagina del PD riporta la frase “Sei annegato nel Mediterraneo con la pagella in tasca. Sei nostro figlio e ti dedicheremo una scuola del Lazio. #noisiamodiversi…”. 

Ma in realtà la sua morte è avvenuta proprio durante il governo del PD e proprio durante la politica dei porti aperti e della massima libertà operativa delle Ong. In molti nei commenti sotto il posto l’hanno fatto notare, denunciando ipocrisia e strumentalizzazione di una tragedia fra l’altro, caso mai, utilizzabile per criticare la scelta dei porti aperti, non quella dei porti chiusi. 

L’ennesimo dramma umano, quello di un ragazzino annegato nel Mediterraneo, usato come strumento di propaganda politica. 

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