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Esodo, datato il momento in cui Mosè separò le acque? Ecco le nuove indagini con il C14

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Mosè separò le acque del Mar Rosso, evento datato grazie agli esami con il radiocarbonio?

Le Sacre Scritture esercitano, da sempre, un fascino particolare su credenti e studiosi che cercano-grazie alle loro conoscenze in diversi ambiti del sapere- di trovare delle prove tangibili, “fisiche”, di quanto raccontato nei diversi passi di libri che hanno un carattere fondante per diverse confessioni religiose.

La storia biblica legata alla vicenda della schiavitù del popolo d’Israele in Egitto e la sua liberazione per mano di Mosè, con la successiva consegna delle tavole della legge ricevute direttamente da Dio, è una delle vicende bibliche più famose e raccontate più volte anche cinematograficamente parlando. La vicenda di Mosè e del suo popolo condotto alla liberazione è stata oggetto di studio anche da parte degli archeologi.

Grazie a ricerche che sfruttano le tecniche che si fanno rientrare nel campo dell’archeometria, cioè tecniche scientifiche (con specifiche analisi in laboratorio) che vengono applicate all’archeologia, si è potuto giungere ad una scoperta che forse può consentirci di sapere con relativa certezza quando collocare storicamente i fatti di cui sopra.

Mosè separò le acque del Mar Rosso, il Carbonio 14 rivela quando collocare cronologicamente l’evento

Grazie ad uno studio condotto dagli esperti dell’Università dell’Arizona forse sarà possibile rivedere la datazione della famosa eruzione che cambiò per sempre il volto di Santorini e del Mediterraneo antico.

Non solo: queste ricerche, condotte sfruttando le potenzialità della datazione attraverso il C14 (o radiocarbonio), è forse possibile collocare storicamente una storia biblica raccontata nei libri di Esodo, Deuteronomio, Levitico: la fuga del popolo d’Israele dall’Egitto sotto la guida di Mosè.

La devastante eruzione avvenuta sull’isola, datata fino ad oggi al XVI secolo a.C., potrebbe essersi verificata circa un secolo prima. Nello stesso momento sarebbe da datare l’episodio biblico- famosissimo- dell’Esodo. La datazione è stata effettuata utilizzando un ramo di ulivo trovato sepolto al di sotto dello strato lavico, o così apprendiamo comunque da Breaking News Israel.

I risultati di queste analisi andrebbero a confermare quanto sostenuto da Hans Goedicke, egittologo deceduto nel 2015. Quindi l’evento miracoloso attribuito a Mosè, che facendosi tramite terreno di Dio sarebbe riuscito a separare le acque del Mar Rosso, in realtà sarebbe stato costruito su un fenomeno naturale che ha una spiegazione scientifica fondata: l’eruzione avrebbe causato uno tsunami violentissimo.

La datazione tramite radiocarbonio ha evidenziato nel tempo di avere un limite di cui a livello scientifico non si può non tener conto:  la sua inaffidabilità su determinati campioni sottoposti ad analisi. Un esempio principe è quello della Sindone: i dubbi sulla sua autenticità permangono, nonostante i numerosi studi, e questo perché il telo ha subito tanti “rifacimenti” nel corso dei secoli ed è stato anche messo a rischio nel corso di un incendio.

Allo stesso modo, il radiocarbonio non è in grado di dare una risposta certa sulla datazione dell’eruzione di Thera o sui fatti dell’Esodo. Senza dubbio, però, può fornire delle indicazioni. Barbara J. Sivertsen, geologa, si è espressa così sulla situazione ai microfoni del Times of Israel: “Attualmente non è possibile avere un range definito calibrato dal radiocarbonio per l’eruzione Thera, ma la posizione alterata del C14 indica che la calibrazione migliorata ha molto da offrire alla sincronizzazione cronologica delle tempistiche umane e ambientali in questo periodo“.

Maria Mento

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