Grillo ritorna in Rai (con materiale d’archivio) ed è flop. Il PD chiede la testa di Freccero

Non è stato esattamente un trionfo il “ritorno” di Beppe Grillo in Rai.

Non si trattava di un ritorno vero e proprio, e per questo usiamo le virgolette, giacché s’è trattato di un collage delle sue apparizioni da comico, ma comunque il risultato da ‘C’è Grillo’ è stato davvero modesto: la trasmissione è stata infatti seguita solamente da un milione 31 mila e 91 spettatori, per uno share del 4,34 per cento. E se i malpensanti supponevano che il Sud – che attenderebbe con ansia il reddito di cittadinanza – avrebbe visto in massa lo show del comico di Genova, anche questa ipotesi s’è dimsotrata fallace, con uno share al sud e nelle isole del 3,58%.

Di fatto, Beppe Grillo ha ottenuto gli ascolti peggiori tra i sei principali canali Mediaset e Rai: davanti a ‘C’è Grillo’ su Rai Due, s’è piazziata ‘La compagnia del cigno’ (con il 23,34 per cento di share su Rai Uno), ‘Adrian’ (Canale 5 con il 10,56%), il film ‘Run all night’ (su Italia 1, 5,87%), ‘Quarta Repubblica’ (approfondimento politico su Rete 4 5,14%) e pure ‘Presa Diretta’ (al 4,52% su Rai Tre).

Dopo le polemiche sul costo del programma per l’azienda pubblica, la polemica adesso si sposta sul flop in sé.

Emblematico l’attacco del deputato PD Michele Anzaldi, che ha addirittura chiesto le dimissioni di Grillo: “Lo share di Grillo è sotto la media di rete e il peggiore dei canali Rai e Mediaset. Freccero senza vergogna aveva giustificato la serata dicendo che serviva a far crescere ascolti, invece ha trascinato la sua rete in fondo alla classifica Auditel: ora si dimette?“.