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Caso Diciotti, Salvini sulla graticola: M5S tra il sì di Sibilia e il “valuteremo” di Giarrusso

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In parlamento si discute ancora sul da farsi per quanto riguarda l’autorizzazione a procedere richiesta dal Tribunale dei Ministri di Catania. Salvini prepara la relazione, i Movimento 5 Stelle si divide.

Questa mattina, intorno alle ore 11:00, si è riunita la giunta per discutere dell’immunità di Matteo Salvini sul caso Diciotti . A chiusura di seduta il presidente della giunta Gasparri ha comunicato che verranno concessi 7 giorni al ministro dell’Interno per presentare una relazione sulla questione e solo dopo aver preso visione di questa si potrà procedere alla votazione.

Nei giorni scorsi il leader della Lega ha cambiato la propria posizione dichiarando di voler chiedere l’immunità (precedentemente si era detto aperto alla possibilità di andare a processo). La richiesta ha creato qualche tensione all’interno del parlamento, ma i rappresentanti del M5S hanno fatto cerchio attorno all’alleato definendosi egualmente responsabili per la decisione presa: prima il premier Conte, poi l’altro vice premier Di Maio ed infine il ministro delle Infrastrutture Toninelli hanno dichiarato che la decisione è stata collegiale e che, dunque, doveva essere accusato tutto il governo. Sembrava dunque che la maggioranza potesse essere coesa, ma nelle ultime ore si sono manifestate alcune tensioni.

Caso Diciotti: spaccatura Lega-M5S sanata da Salvini

Il capogruppo dell’M5S al Senato, Mario Giarrusso, ha dettato questa mattina le linee di comportamento del Movimento sulla questione immunità, dicendo che si attende che Conte, Di Maio e Toninelli depositino una memoria nella quale mostreranno il loro coinvolgimento nel caso Diciotti, quindi ha aggiunto: “In base ai documenti, con cui si assumeranno la responsabilità politica delle azioni che sono state compiute collegialmente dal governo, noi prenderemo una posizione”.

Di parere radicale invece Sibilia, il quale in un’intervista a ‘Radio Capital’ ha detto: “Se il caso andrà in Senato voteremo assolutamente sì”. Un’affermazione che ha suscitato la reazione piccata del leghista Fedriga, il quale ha minacciato lo scioglimento del contratto di governo qualora il M5S voti sì. A buttare acqua sul fuoco ci ha pensato lo stesso Salvini che sulla possibilità evocata da Fedriga, in queste ore ha detto: “Non c’è alcun pericolo per il governo… Passo le mie giornate a lavorare e non elucubrando sui forse”.

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