Gaia Chon, intervista ESCLUSIVA alla nota scrittrice e performer teatrale, la ‘Marina Abramovic italiana’

Gaia Chon

E’ un’artista a tutto tondo, viste le sue numerose attività e interessi:
oggi abbiamo il piacere di avere ospite una bellissima attrice bolognese, Gaia Chon. In ESCLUSIVA si è raccontata a 360 gradi.

Ciao Gaia, per prima cosa presentati ai nostri lettori…

Ciao a tutti, sono Gaia Chon e mi occupo di teatro e sono anche speaker
radiofonica. Diciamo che mi occupo di arte nelle sue varie sfaccettature, in
alcuni casi come protagonista mentre in altri come portavoce. Lavoro in tutta
Italia e in Europa (Dublino, Grecia, Slovenia, ecc).

Attrice, performer teatrale, insegnante di yoga: da quale di queste
attività ti senti maggiormente rappresentata e perché?

Sono cresciuta e formata nell’ambito delle discipline olistiche e imparato
come si insegna yoga a terze persone. E’ stato il mio primo lavoro e non è
diventato solo una professione ma proprio un grande amore che non abbandonerò mai. Anche il teatro nel corso degli anni è sbocciato in una grande passione ed esperienza professionale. A volte unisco queste due amori in performance olistiche teatrali, grazie alla consapevolezza psico-corporea che ho acquisito insegnando appunto yoga. Porto così in scena dei testi, esperienze di vita o problematiche sociali che mi stanno molto a cuore.

E’ uscito quasi un anno fa il tuo libro ‘Manuale di teatro
olistico’: raccontaci qualcosa di più a questo proposito…

E’ un libro al quale probabilmente non ho ancora dedicato abbastanza tempo per la sua diffusione. Un volume difficile da capire perché ormai a parola olistico è molto diffusa, ma il mio è il vero teatro olistico. Un teatro che non vuole essere protagonista fine a se stesso, ma lo sono le persone. Insegno a unire tecniche teatrali classiche a quelle del benessere olistico (la
meditazione, respirazione, musicoterapia) per essere di supporto alle persone, in un supporto di autoscoperta e consapevolezza. Ho pensato a questo tipo di teatro quando avevo solo 16 anni, mi iscrissi al mio primo laboratorio di teatro. In 20 anni di studio e ricerca di pratiche teatrali ho cercato di affinare questi punti di contatto. Il mio libro quindi è un resoconto ventennale di tutte queste esperienze.

Ci puoi dire quali sono i progetti che ti vedono protagonista nelle
prossime settimane?

In questi giorni sto raccogliendo molte idee di quelle che sono le
relazioni: tra lavori precari, stress e altre problematiche vedo relazioni
sempre più malate. Per questo sto raggruppando idee sui rapporti con problemi (narcisisti, iperlogici, love bombing) e di cui gli psicologi amano molto parlare. Io non lo faccio ma attraverso una performance che ci sarà a Bologna il prossimo marzo esprimerò queste difficoltà sociali. Sarà uno spettacolo interattivo, spero che il pubblico uscirà con delle suggestioni per avere un cambiamento positivo nel loro quotidiano. Continuo con il mio progetto di teatro sociale (Fucsia Teatro) e continuerò a tenere corsi e laboratori.

Simone Ciloni