Cristiano Cavina, intervista ESCLUSIVA al noto scrittore di ‘Ottanta rose mezz’ora’

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:05

E’ un famosissimo scrittore, che tra numerosi riconoscimenti è stato anche selezionato per il ‘Premio Strega’ nel 2009: ci riferiamo a Cristiano Cavina, che oggi in ESCLUSIVA ci parla del suo ultimo libro uscito da pochi giorni ‘Ottanta rose mezz’ora’.

Ciao Cristiano, è da poco uscito il tuo libro ‘Ottanta rose mezz’ora’ (edito da Marcos y Marcos): descrivicelo in una frase…

Una dichiarazione d’amore tardiva a una creatura coraggiosa.

Hai già all’attivo numerosi volumi: so che è difficile, ma ce n’è uno in particolare al quale sei particolarmente legato o ti ha dato maggiore soddisfazione?

Sarebbe come decidere chi amo maggiormente tra mio figlio Giovanni e sua sorella Olivia. Voglio bene a entrambi con la stessa quantità tendente all’infinito di amore, poi magari con sfumature diverse. Lo stesso, su scala molto più ridotta, può valere per i miei libri: ‘Alla Grande’ è stato il primo, ‘Nel paese di Tolintesàc’ perchè c’è tutta la sgangherata e dolcissima storia della mia famiglia. Nei ‘Frutti Dimenticati’ si vede quella strana cosa del diventare padre quando non hai mai conosciuto il tuo, ‘Scavare una buca’ è tosto e poetico ed è quello che ha avuto meno successo… ‘Ottanta rose mezz’ora’ è l’ultimo e gli dedico più attenzioni, anche perchè l’ho scritto neanche con il cuore, ma direttamente con il mio sangue.

Quanto del tuo vissuto riversi sulle opere che scrivi?

Provo a fare il professionista distaccato e freddo, ma poi nell’opera metto tutto me stesso, non riesco a fare diversamente.

Ci puoi anticipare qualcosa sui tuoi prossimi progetti lavorativi?

Sto scrivendo il secondo volume di una trilogia per ragazzi (‘Pepi Mirino e la Macchina del Buio’), poi non vedo l’ora di mettermi all’opera sul prossimo romanzo ‘per grandi’. Prima o poi potrò sistemare un’altra trilogia di gialli ambientata a fine Ottocento, che ha per protagonista Alfredo Oriani, che fu uno scrittore minore di quell’epoca del mio paese; un uomo gigantesco, tormentato, ma anche molto umano.

Simone Ciloni