Toninelli attacca la Sea Watch: “E’ una pleasure yacht”. Ma non vuol dire nulla

toninelli salvini sea watch

Dopo aver fatto sbarcare i 47 migranti a bordo, l’ormai celebre nave Sea Watch si trova in stato di fermo amministrativo.

L’imbarcazione è ferma a Catania per una serie di “non conformità” rilevate dalla Guardia Costiera e annunciate anche dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e dal suo omologo alle Infrastrutture, Danilo Toninelli.

E’ stato proprio quest’ultimo a rivelare su Facebook la natura di queste “non conformità”. In un post comparso sulla sua pagina FB, Toninelli spiega che l’imbarcazione in questione è una “pleasure yacht”, pertanto non in regola per compiere azioni di recupero dei migranti in mare. Il ministro batte poi sul termine “yacht”, precisando che se un milionario va in navigazione per puro piacere personale non può sostituirsi alla Guardia Costiera dei vari Paesi.

I “pleasure yacht” possono salvare i migranti?

Ma davvero la Sea Watch non poteva salvare i migranti? Le affermazioni del ministro Toninelli sono prive di fondamento, in quanto tutte le imbarcazioni sono in regola per effettuare salvataggi in mare, come previsto dalle leggi del mare che l’esponente del governo Conte non sembra conoscere a fondo.

I “pleasure yacht” sono in qualche modo esenti da ciò? Assolutamente no, dato che si tratta di imbarcazioni da diporto ad uso privato, che in Italia hanno una lunghezza compresa tra i 10 e i 24 metri, ma in Olanda il “range” è più ampio: vengono infatti comprese anche navi più grandi come appunto la Sea Watch.

In ultimo, la Sea Watch poteva tranquillamente navigare in acque italiane, proprio perchè batteva bandiera di uno stato comunitario, ovvero l’Olanda.

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