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Tav sì, Tav no: anche Dibba contro Salvini: “Torni da Berlusconi…”

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di battista di maio

Scontro a distanza tra Di Maio, Di Battista e Matteo Salvini sulla Tav. Il premier prova a moderare i toni per arrivare ad una soluzione condivisa da tutti.

La Tav non s’ha da fare. Almeno fino a quanto il Movimento 5 Stelle sarà al governo: a ribadirlo non è solo il vicepremier Luigi Di Maio, seguendo una linea politica in tal senso contrapposta a quella del “collega” Matteo Salvini ma anche Alessando Di Battista che nelle ultime ore ha detto la sua scagliandosi contro il leader della Lega. Di Maio ha parlato da Penne, nel Pescarese, dove è intervenuto a sostegno della candidata alle regionali Marcozzi, con parole che hanno alzato il livello di tensione tra i gialloverdi alimentando la lite che da giorni infiamma il governo sulla Torino-Lione. “Le peggiori lobby di questo Paese vogliono che si inizi a fare la Tav, che è a zero. Noi – ha dichiarato Luigi Di Maio – stiamo dalle parte delle opere utili, quando i grandi potentati cominciano a tifare per la Torino-Lione noi stiamo dall’altra parte” confermando poi: “Finchè ci sarà il Movimento 5 Stelle al governo, per quanto mi riguarda la Tav non ha storia”. Toni non meno duri quelli di Alessandro Di Battista, che da sempre si batte perchè la Tav non venga realizzata: “Se la Lega intende andare avanti su un buco inutile che costa 20 miliardi e non serve ai cittadini tornasse da Berlusconi e non rompesse i c…”, ha detto in diretta Facebook da Chieti. Aggiungendo poi: “Ancora la Tav? Una stronzata”.

La replica “moderata” di Matteo Salvini

All’indomani della visita al cantiere di Chiomonte e a poche ore dalle dure parole dei pentastellati, Matteo Salvini ha provato a usare toni meno duri, segnale di una volontà di trovare un accordo con l’altra compagine di governo: “Troveremo un’intesa con i Cinquestelle. C’è già un’idea di compromesso sulla Tav. C’è un’ipotesi per ridurre l’impatto ambientale. In ogni caso andiamo avanti”. A smorzare i toni ci pensa, poco dopo, anche Di Maio: “A Salvini dico: non utilizziamo i temi dei nostri oppositori per farci dividere”.

Conte, la linea della mediazione

Anche il premier Giuseppe Conte è intervenuto nella querelle tra Ministri con una dichiarazione diffusa da Palazzo Chigi: “Sulla Tav ho preso un impegno a nome del governo: di procedere alla decisione finale non sulla base di sensibilità personali o di una singola forza politica. Il contratto di governo prevede una ‘revisione’ del progetto. Abbiamo interpretato questa clausola quale necessità di procedere all’analisi costibenefici“.

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