Il Comune annulla il convegno negazionista sulle Foibe: “Irrispettoso verso vittime e sopravvissuti”

Una delle foibe.

Convegno negazionista sulle Foibe spostato dal Comune

Il convegno “Le foibe nelle complesse vicende del confine orientale (1920-1947)”, che si diceva volto a “conoscere meglio” le “complesse vicende del confine orientale” (laddove per complesse vicende si intende il massacro di migliaia di italiani nelle foibe e l’esodo di 300mila dalla Dalmazia) è stato rimandato dal comune di Cologno Monzese.

Il convegno era sponsorizzato da “Rete antifascista Cologno” e “Osservatorio Democratico sulle Nuove Destre” (gestito da Saverio Ferrari, di sinistra radicale, pluvi-condannato per incendio, violazione delle norme contro la criminalità, porto illegale di armi, ricettazione). Fra gli sponsor, inoltre, anche “Comitato Lombardo Antifascista”. L’evento si doveva tenere il 7 febbraio a Cologno Monzese, provincia di Milano ma è stato rimandato dal comune a data da destinarsi. 

A premere sul sindaco di Cologno per lo spostamento del convegno negazionista sono stati diversi sopravvissuti all’esodo delle Foibe

Un convegno controverso: la rabbia dei testimoni e sopravvissuti

“Da alcuni anni si parla molto di questi temi, specie intorno al 10 febbraio, “Giorno del Ricordo”. Ma quanto ne sappiamo davvero? Che ruolo gioca la propaganda politica? Cosa può dirci la ricerca storica? Perché serve conoscere la storia di quei fatti?” si domanda la copertina del convegno rimandato.

Già, che ruolo gioco la propaganda se a decenni di distanza dalla pulizia etnica che ha coinvolto migliaia di italiani si deve strumentalizzare la loro morte facendo negazionismo spicciolo? O forse, peggio del negazionismo, cercando spudoratamente di trasmettere agli astanti l’idea che alla fine quei morti se l’erano cercata. 

L’evento era presentato da Claudia Cernigoi, una giustificazionista nota per le posizioni negazioniste o comunque volte a ridurre la portata dello sterminio. “Ogni anno la signora si insinua nel Giorno dedicato alla strage dei nostri cari ad opera dei comunisti jugoslavi e prova a portare avanti le sue tesi giustificazioniste e riduzioniste” commenta Pietro Tarticchio, scrittore e testimone diretto della morte del padre, gettato nelle foibe perché italiano assieme a sei familiari.

Nessun Giorno di nessuna Memoria viene mai affidato a chi, per motivi chiaramente ideologici, non sta certo dalla parte delle vittime e anzi espone proprio i simboli stessi che spiccavano sui berretti e sulle bandiere dei carnefici. Dunque non lo accetteremo neanche noi”.  

10 febbraio, il giorno del ricordo che non ha mai pace

Il sindaco alla fine ha deciso: il convegno si sposta. “Riteniamo che la conferenza in oggetto, tenuta da una relatrice famosa per le sue posizioni negazioniste e revisioniste sulle foibe e l’esodo istriano facilmente rinvenibili in internet, non sia per niente opportuna a ridosso di una ricorrenza come il Giorno del Ricordo, così importante per tutti i cittadini” ha commentato il sindaco Angelo Rocchi. L’evento non è cancellato ma spostato per mantenere “(…) il dovuto rispetto a tante persone vittime delle vicende storiche menzionate”.

Insomma, la Cernigoi potrà tenere il suo convegno, ma non a ridosso del Giorno del Ricordo. “Oggi la verità storica è riconosciuta trasversalmente da tutte le parti politiche: ricordiamoci che il Giorno del Ricordo fu istituito dal Parlamento con voto unanime” ricorda l’assessore Perego. 

Ma in fondo ogni anno, attorno al 10 febbraio, è sempre la stessa storia. La storia di chi non vuole lasciar riposare i morti in pace.

Roversi Grazia

Leggi NewNotizie.it, anche su Google News Segui NewNotizie.it su Instagram