Chi era Mino Reitano: biografia, curiosità e grandi successi

Mino Reitano
Mino Reitano

Tutto sul compianto Mino Reitano.

Nella puntata odierna di “Domenica In”, attraverso la moglie Patrizia, sarà dedicato un lungo spazio al ricordo di Mino Reitano.

Ecco, per voi, alcune note biografiche sul cantante.

Mino Reitano, vero nome Beniamino Reitano, è nato il 7 Dicembre 1944 a Fiumara (Reggio Calabria). Fin dalla nascita, è orfano della madre, la quale muore a 27 anni nel darlo alla luce. Il padre Rocco è ferroviere. Nel tempo libero, suona il clarinetto ed è direttore della banda musicale del paese di Fiumara. Mino studia per otto anni al conservatorio di Reggio, suonando il pianoforte, il violino e la tromba.

A dieci anni, è ospite della trasmissione televisiva “La giostra dei motivi”, presentata da Silvio Gigli. Muove i primi passi della sua carriera musicale dandosi al rock and roll, insieme ai suoi fratelli Antonio, Renato e Vincenzo, con i quali partecipa al “Festival di Cassano Jonico” ed ed alla Rassegna della musica calabrese. Incide il suo primo 45 giri nel 1961: il disco contiene i brani “Tu sei la luce” e “Non sei un angelo”, che gli procura il primo trafiletto su una rivista nazionale, “TV Sorrisi e Canzoni”.

Alla fine dello stesso anno, si trasferisce in Germania, dove il gruppo è scritturato per una serie di esibizioni, tra cui un club in cui suonano insieme ai Beatles. Torna in Italia nel 1963, per pubblicare il suo secondo 45 giri, “Robertina twist” e il terzo, “Twist time”, che passano però inosservati.

Continua, allora, a suonare in Germania, anche nei locali della famosa strada Reeperbahn di Amburgo, e a pubblicare in quel paese alcuni dischi, inediti in Italia, con il nome di Beniamino. Nel 1965, partecipa al Festival di Castrocaro, cantando in inglese “It’s over”, un pezzo di Roy Orbison: non vince ma arriva in finale.

Nel 1966, con la Dischi Ricordi, pubblica “La fine di tutto”, versione in italiano di “It’s over”, e l’anno successivo debutta al Festival di Sanremo con una canzone scritta da Mogol e Lucio Battisti, “Non prego per me”, in coppia con The Hollies, il gruppo di Graham Nash. In estate, partecipa con “Quando cerco una donna” al Cantagiro 1967. Passa, poi, alla Ariston Records di Alfredo Rossi e nel 1968 è in hit parade con “Avevo un cuore (che ti amava tanto)” e “Una chitarra cento illusioni”, che supera le 500.000 copie vendute. È grazie al successo di questi brani che acquista, insieme a papà Rocco e ai fratelli, un appezzamento di terreno ad Agrate Brianza, dove viene costruito quello che viene definito il “Villaggio Reitano”, che dal 1969 ospita le diverse generazioni della famiglia Reitano. Nello stesso anno, scrive una delle sue canzoni più significative, “Il diario di Anna Frank”, portata al successo dai Camaleonti.

Biografia, curiosità e grandi successi di Mino Reitano

Nel 1969, torna al “Festival di Sanremo” con “Meglio una sera piangere da solo” (in coppia con Claudio Villa); nello stesso anno scrive la musica di “Una ragione di più”, portata al successo da Ornella Vanoni e pubblica l’LP “Mino canta Reitano”, che contiene tra le canzoni una cover di “Prendi fra le mani la testa”, successo di Riki Maiocchi scritto sempre dalla coppia Mogol-Lucio Battisti.

Altro successo del periodo è “Gente di Fiumara”, canzone dedicata al suo paese natale. Sempre nel 1969 ottiene un buon successo come autore con “Perché l’hai fatto”, con testo di Donata Giachini, incisa da Paolo Mengoli. Dal 1970 al 1975, partecipa a sei edizioni consecutive di “Un disco per l’estate”, superando sempre la fase eliminatoria. Partecipa inoltre per otto anni a “Canzonissima”, guadagnandosi sempre la finale e classificandosi tra i primi posti.

Nel 1971, recita nello spaghetti western “Tara Poki” di Amasi Damiani, incidendo anche la canzone principale della colonna sonora. Tre anni dopo, incide “Dolce angelo”, cover di “Sugar baby love”, successo dei The Rubettes, e l’anno successivo pubblica un album, “Dedicato a Frank”, in cui in copertina si fa ritrarre con Frank Sinatra. Ha poi il grande onore di duettare insieme allo stesso Frank Sinatra a Miami, durante il concerto per i festeggiamenti del capodanno 1974. Nel 1976, scrive un romanzo intitolato “Oh Salvatore!”, storia di un emigrante con alcuni spunti autobiografici, pubblicato dalle Edizioni Virgilio di Milano. Nel 1977 partecipa al Festivalbar con “Innocente tu”; la canzone sul lato B si intitola invece “Ora c’è Patrizia”, ed è dedicata a quella che diventerà sua moglie.

Nel 1988, si ripresenta a Sanremo cantando “Italia”, scritta all’inizio per Luciano Pavarotti da Umberto Balsamo. Con questa canzone, che esprime in maniera un po’ enfatica l’amore di Reitano per il suo Paese, arriva solo sesto ma il pezzo è particolarmente apprezzato dal pubblico. Si ripresenterà al Festival nel 1990 (15° con “Vorrei”), nel 1992 (“Ma ti sei chiesto mai”, ma non accederà in finale) e nel 2002 (con “La mia canzone”).

Nel 2007 gli viene diagnosticato un cancro all’intestino: affronta serenamente la malattia anche grazie al conforto della sua profonda fede cattolica. Subisce due interventi chirurgici, l’ultimo nel novembre 2008. Nonostante le cure, muore ad Agrate Brianza il 27 Gennaio 20009.

Maria Rita Gagliardi

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