Giovane nigeriano suicida, il Viminale: “Sua domanda respinta prima che fosse in vigore il DL Salvini”

Prince Jarry, il giovane suicida dopo che gli è stato negato l’asilo

Giovane nigeriano suicida, no collegamento con DL Salvini

La domanda di protezione umanitaria di Prince Jarry, il ragazzo nigeriano morto suicida a Genova dopo che era stata respinta la sua richiesta di asilo, è stata rigettata prima dell’entrata in vigore del Decreto Salvini. 

Il giovane nigeriano si è tolto la vita pochi giorni fa, dopo che si era visto negare il permesso di soggiorno per motivi umanitari. 

La sua storia era finita sui giornali, ed i media avevano riferito che la domanda di Jarry fosse stata respinta a causa del decreto legge di Salvini che ha ristretto i casi di concessione della protezione umanitaria. Il Viminale, quindi, specifica che non è così. 

Non c’è collegamento fra il DL sicurezza e il suicidio 

Il respingimento della domanda del giovane nigeriano è avvenuto prima dell’introduzione del decreto sicurezza di Salvini, quindi con la vecchia normativa. Il Viminale, con una nota ufficiale per evitare ulteriori bufale e strumentalizzazioni, ha riportato che “La richiesta di asilo era stata negata prima che il Decreto Salvini diventasse legge ed entrasse in vigore”. 

“Il giovane nigeriano aveva avuto risposta negativa alla richiesta di protezione internazionale e umanitaria il 30 luglio scorso, quando il decreto Salvini non era in vigore, ricevendo la notifica il 17 dicembre 2018. Aveva poi deciso di presentare ricorso lo scorso 15 gennaio” prosegue il Viminale. Il Viminale prosegue quindi smentendo le notizie che collegano il suicidio del giovane al decreto Sicurezza. “Appaiono quindi del tutto fuori luogo alcuni commenti e titoli dei media che hanno legato il suicidio del ragazzo alle norme della nuova Legge Sicurezza”.  

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