Per i 40 anni della rivoluzione, l’Iran sperimenta una nuova arma letale in risposta a Trump

L’11 febbraio di quest’anno, la Repubblica Islamica Iraniana festeggerà i quarant’anni della sua rivoluzione religiosa, quando l’ayatollah (guida suprema) Khomeini spodestò lo Scià di Persia Reza Pahlavi. Da quel momento , il paese mediorientale più liberale e laico della zona divenne una delle quattro repubbliche islamiche presenti sul nostro pianeta, una violenta teologia di matrice sciita che nel corso degli anni, creò numerosi grattacapi alla superpotenza statunitense .

In virtù di questo evento le forze armate iraniane hanno presentato oggi un nuovo missile da crociera a lungo raggio, soprannominato Hoveyzeh. A renderlo noto è stato il generale Amir Hatami, dicendo che ”Questo missile da crociera necessita di un tempo molto ridotto per il suo armamento e può volare a bassa quota … Il missile Hoveyzeh è il simbolo dell’autosostenibilità ed un’importante conquista della difesa basata sul progresso tecnologico di oggi nel mondo”. Questi missili, di matrice russa (basati sul modello degli efficientissimi Soyuz), rappresentano una chiara provocazione verso le forze NATO, in particolar modo verso quelle statunitensi stanziate in Europa e in Turchia

Questi missili sono la risposta militare ai numerosi attacchi che il presidente statunitense Donald Trump ha rivolto verso l’Iran, minacciandoli sia a livello economico (ritiro dal trattato nucleare, imposizione di nuovi dazi, che sono stati agilmente sorpassati dall’Europa, in particolar modo dalla Gran Bretagna,dalla Francia e dalla Germania) sia a livello militare, invocando spesso un’invasione della teocrazia.