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L’Europa riconosce Guaidò. Ma il governo italiano non si allinea

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Per l’Europa il presidente ad interim del Venezuela è Juan Guaidò.

Il Vecchio Continente ha quindi deciso di prendere nettamente posizione nelle vicende politiche che stanno interessando lo Stato del Sud America, dove la dittatura di Nicolas Maduro sembra ormai giunta al capolinea.

Proprio a Maduro viene rivolto anche l’ultimatum di sei paesi dell’Unione Europea che chiedono “elezioni presidenziali con garanzie democratiche”. Il presidente spagnolo, Pedro Sanchez, ha annunciato il riconoscimento di Guaidò da parte del governo iberico: “Nelle prossime ore – ha detto il premier spagnolo – mi metterò in contatto con i governi europei e latinoamericani che vogliono unirsi a questo riconoscimento. Guaidó deve convocare il prima possibile elezioni libere perché il popolo del Venezuela deve poter decidere del proprio futuro”.

Di Maio: “Venezuela ha bisogno di nuove elezioni”

D’accordo anche i principali stati europei, comprese Francia e Germania. Chi invece non ha (almeno per ora) alcuna intenzione di riconoscere Guaidò è proprio il governo italiano. Giovedì scorso, il vicepremier del governo Conte, Luigi Di Maio, aveva affermato che il cambiamento doveva essere stabilito dai cittadini venezuelani. “Noi siamo dalla parte della pace e della democrazia quindi dobbiamo creare i presupposti per favorire nuove elezioni”, ha aggiunto il ministro del Lavoro, confermando che il governo gialloverde non avrebbe riconosciuto neppure Maduro.

Nel frattempo, il sì a Guaidò da parte di Francia, Germania e Spagna ha suscitato una certa irritazione a Mosca. Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, non ha esitato nel definirla un’ingerenza: “Il tentativo di legittimare l’usurpazione del potere, lo reputiamo un’interferenza diretta e indiretta negli affari interni del Venezuela”.

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