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Aristide Malnati, ESCLUSIVA all’egittologo e papirologo greco: “Sono affascinato dall’Estremo Oriente”

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Abbiamo intervistato l’esperto di storia antica Aristide Malnati

Oggi è un vero piacere avere qui con noi un uomo di grande cultura e conoscenza: parliamo di Aristide Malnati, che il pubblico del piccolo schermo ha avuto modo di apprezzare per la sua partecipazione all’Isola dei Famosi, reality show targato Mediaset.

E’ difficile descriverlo in poche righe visti i suoi innumerevoli interessi e passioni del tutto diverse, anche se ufficialmente è un egittologo e papirologo greco, ma anche giornalista ed esperto di storia antica. Abbiamo così colto l’occasione per intervistarlo in ESCLUSIVA e farci raccontare meglio le sue attività.

Intervista all’egittologo Aristide Malnati

Ciao Aristide, in primis raccontaci come è nata la tua passione per la storia antica ed in particolare la civiltà egizia…

E’ un interesse quello per le civiltà classiche (greca e latina) che ho maturato sui banchi del liceo classico (l’Omero di Milano, dove tra l’altro il mio compagno di banco e ancora il mio più caro amico era Alfonso Signorini). Poi l’interesse è diventato vera e propria passione durante gli scavi archeologici (15 campagne tra il 1988 e il 1997 e diversi mesi di ricerca al Museo Egizio del Cairo, quello col tesoro di Tut Ankh Amon): il mio compito era quello di decifrare e pubblicare antichi papiri scritti in greco. I greci arrivarono in Egitto con Alessandro Magno, nel 332 a. C., ben dopo i faraoni; il greco fu lingua d’uso in tutto l’Impero romano, era la lingua più usata, come oggi l’inglese. Voglio ricordare che prima ancora che egittologo (colui che studia l’Egitto dei faraoni) io sono papirologo greco.

Il 1 febbraio in un video hai condannato Roberto Giacobbo che nella trasmissione ‘Freedom’ del 31 gennaio ha mandato in onda un servizio dove calpestava antichi mosaici paleocristiani di almeno 1700 anni: ti senti di aggiungere qualcosa  a riguardo direttamente al tuo collega?

Stimo tantissimo Giacobbo per la qualità (e anche per come comunica i contenuti) dei suoi servizi. Quello che ha fatto non mi trova d’accordo. Non tanto per aver messo in pericolo l’incolumità di delicati e preziosi mosaici paleocristiani (sono convinto che ha usato tutte le precauzioni possibili), ma per aver comunicato l’idea che si possa anche non fare attenzione alla fragilità del patrimonio artistico pur di dar vita allo show di un programma televisivo.

Sembra una domanda banale ma purtroppo non lo è: da uomo intelligente e di grande cultura credi che il sapere abbia meno ‘importanza’ in questa attuale società (così superficiale ed egoista, con poca capacità di concentrazione) rispetto a diversi anni fa?

Il sapere oggi non coincide con la “cultura” (termine che deriva dal verbo latino “colo”, “coltivare”, “far sbocciare”), ma col tecnicismo e col nozionismo. Gli studi universitari non ti formano, ma ti forniscono strumenti di lavoro indispensabili per una società tecnocratica. Il sapere così non è un fine, è un mezzo, che  uno monetizza. Una volta non era così: perché il sapere, l’acculturarsi era un privilegio di pochi, che non avevano necessità di guadagno (erano per lo più appartenenti alle classi alte) e che quindi lo facevano per proprio diletto e passione, in modo gratuito.

Hai girato il mondo col tuo lavoro, ma scartando per un momento l’Italia e l’Egitto qual è il Paese dal patrimonio artistico maggiore o che comunque ti attrae in particolar modo?

Amo tantissimo, per i suoi panorami tranquilli e meditativi, per i sapori di una cucina che adoro e per il sorriso dolce della sua gente l’Estremo Oriente. Sono appena stato a Bali e soprattutto a Flores (e Komodo, dai varani), isole indonesiane ancora più a est: è stato certamente un viaggio di lavoro per ‘Storia e Misteri’ e per gli altri format su Telenova (Canale 14 in Lombardia, la TV di Famiglia Cristiana); ma è stato soprattutto un viaggio completo, olistico (totalizzante), sia per i sensi sia per lo spirito. Permettimi di ricordare e di ringraziare i colleghi-amici che sono stati con me in questa magnifica esperienza: Gabriele Ardemagni (cameraman e fotografo), Giulia Belmonte e Virginia Reniero (giornaliste-inviate in video).

Puoi anticiparci qualcosa sui tuoi prossimi progetti lavorativi?

Ho impegni fissi con grandi testate giornalistiche: ‘CHI’ (dove curo la rubrica “Cultura”, segnalando in ogni numero una mostra e un borgo storico italiano e ringrazio l’amico Alfonso Signorini, direttore di CHI, per questa grandissima opportunità), con il QN (Giorno, Nazione e Carlino) e con Libero, con articoli di cultura e turismo. Sto seguendo come direttore un sito web (361magazine), di costume, società, cultura, turismo, con anche sezioni trendy, che è in crescita. Infine sono sempre più entusiasta del successo e della simpatia che stiamo ottenendo con ‘Storia e Misteri’ (una sorta di Quark) e con speciali sempre di cultura e turismo su Telenova: con gli amici cameraman e le inviate (oltre a Giulia e Virginia, anche Mariella Petagine e Carola Briola, tutte ‘gnocche’ con eccellenti curricula universitari) avevamo iniziato in sordina, ora siamo una realtà in forte crescita (oltre 100.000 contatti a puntata solo in Lombardia, figuriamoci se fossimo su una rete nazionale). Non ci poniamo limiti: serietà d’informazione coniugata a semplicità divulgativa.

Simone Ciloni

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