Dà fuoco all’auto con dentro l’ex: lei è grave, 45% del corpo ustionato. Lei l’aveva denunciato tre volte

La vittima, Simona Rocco, e la sua auto data alle fiamme

Ha dato fuoco alla sua ex: lei è grave

Ha inseguito la sua ex fino al parcheggio del negozio dove lavorava, l’ha speronata, e poi ha gettato benzina sull’auto con lei dentro, dandole fuoco.

Mario D’Uonno, ex guardia giurata di 53 anni, ha aggredito così Simona Rocca, commessa 40enne, lo scorso 31 gennaio. La donna è stata estratta dall’auto con i capelli bruciati ed il 45% di ustioni sul corpo, e nonostante le ferite, la prima cosa che ha detto ai soccorritori è stata: “È stato lui”. 

L’aggressore denunciato per tre volte

D’Uonno ha seguito la sua ex fino al parcheggio dell’OVS a Vercelli, dove lei lavorava. Poi l’ha speronata e quindi ha versato la benzina dentro l’auto, dandole fuoco. Dopo la fuga, si è presentato tre ore dopo in commissariato, su consiglio del suo avvocato. Ed ha confessato: “Io sono quello che ha bruciato la donna a Vercelli”. 

Simona, mamma di due ragazzi di 10 e 15 anni, è stata portata al CTO a Torino con ustioni sul 45% del corpo, 10% di terzo grado. I medici l’hanno trasferita a Torino dopo aver valutato la gravità delle lesioni sul corpo della donna.

“È stato un raptus”: le parole dell’aggressore 

Mario D’Uonno aveva avuto una relazione con la 40enne qualche anno fa. Una relazione di qualche mese, poi troncata da lei, ma per il quale lui aveva sviluppato un’ossessione reale. Aveva minacciato di dire tutto al marito di lei, ma alla fine era stata la stessa Simona Rocca a rivolgersi al marito ed alla famiglia confessando tutto, terrorizzata dalle minacce.

Così il marito di Simona ha deciso di aiutarla a denunciare Mario D’Uonno. Tre volte: per tre volte Simona ha denunciato D’Uonno. Settimana prossima, l’uomo sarebbe dovuto comparire di fronte ad un tribunale per stalking. Ma lui aveva altri progetti: eliminare la donna che l’aveva respinto e poi denunciato. “Ti manderò all’inferno, fosse l’ultima cosa che faccio” le aveva scritto su Facebook. E ci ha provato veramente: Simona è in condizioni gravi, viva per miracolo. 

Ora sostiene che a guidare la sua mano è stato “un raptus”. Eppure il suo atto ha tutti gli elementi della premeditazione, dall’inseguimento allo speronamento, per finire con la benzina che si era portato appresso per darle fuoco.

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