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Delitto di Cogne, Annamaria Franzoni ha finito di scontare la sua pena: è libera

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Dopo cinque anni trascorsi ai domiciliari (era il 2014), Annamaria Franzoni ha terminato di pagare il suo conto nei confronti della legge

Annamaria Franzoni

L’incubo giudiziario vissuto da Annamaria Franzoni, unica indagata per il brutale omicidio del piccolo Samuele Franzoni (suo figlio) avvenuto nell’ormai lontano 30 Gennaio del 2002, è terminato. Per la legge italiana, la presunta responsabile di quello che è passato alla storia come il “Delitto di Cogne” è finalmente una donna libera. Annamaria Franzoni ha finito di scontare la sua pena. Tutto merito della buona condotta tenuta in carcere. Per lei e per la sua famiglia, che non l’ha mai abbandonata in questi 17 anni di calvario nonostante la sua colpevolezza sia stata data per assai probabile, si apre adesso la speranza di una vita migliore, lontana dai riflettori, seppur nel ricordo indelebile e segnante di quanto accaduto.

Annamaria Franzoni è libera: “Voglio andare via dall’Italia”

E’ finita una storia giudiziaria che la mia cliente ha sempre vissuto nel rispetto delle regole pur professando sempre la propria innocenza. Il raggiungimento del fine pena non deve suscitare stupore. Si tratta di un calcolo matematico frutto di aver usufruito dei benefici penitenziari di legge. Ora Annamaria spera nell’oblio per sé e per la famiglia. E glie lo auguro anch’io”. Queste le parole di Paola Savio, legale di Annamaria Franzoni, sull’estinzione della condanna che pendeva sul capo della sua assistita. Annamaria Franzoni è una donna libera. Gli originari 16 anni di reclusione che le erano stati comminati per l’omicidio del figlio Samuele Lorenzi si sono abbassati a 11 anni. La donna ha beneficiato di 3 anni di indulto e dei giorni di liberazione anticipata che le sono stati assegnati per buona condotta e per aver partecipato attivamente alle attività previste per la sua riabilitazione (45 giorni ogni sei mesi di detenzione). È probabile che adesso la famiglia Lorenzi ricominci la propria vita da un’altra parte, proprio come aveva annunciato la stessa Annamaria: andare in un posto lontano, non appena scontata la pena, dove nessuno la potesse riconoscere.

Annamaria Franzoni è libera, la mamma di Cogne non ha mai ammesso la sua colpevolezza

Il dramma legato al “Delitto di Cogne” si è consumato nella villetta abitata dalla famiglia Lorenzi a Montroz il 30 Gennaio del 2002. Una famiglia tranquilla, composta da Annamaria, dal marito Stefano Lorenzi, e dai figlioletti Davide (7 anni) e Samuele (3 anni). Una chiamata fatta da Annamaria Franzoni al soccorso sanitario spezzerà per sempre la serenità di quella famiglia. Nella telefonata la donna afferma di aver trovato il figlio Samuele a letto e di aver notato che il bimbo vomitava sangue. In precedenza, il medico di famiglia aveva dichiarato potesse trattarsi di un aneurisma. I soccorsi arrivarono con l’elicottero ma  il bimbo, tre anni, morì. L’evidenza dei fatti era ben diversa rispetto a quanto raccontato da Annamaria: il piccolo Samuele aveva ben 17 ferite alla testa, provocate con un’arma contundente e quindi frutto di un’azione violenta commessa nei suoi confronti. L’unica indagata per l’omicidio fu proprio lei, Annamaria Franzoni, che si è sempre dichiarata innocente nonostante tutto. Nel 2008 la donna è stata condannata dalla Corte di Cassazione; per lei riconfermata la sentenza proclamata in precedenza dalla Corte di Appello di Torino. Da quel momento fino al 2014 la mamma di Samuele ha scontato la sua pena detentiva nel carcere di Bologna; 5 anni fa le sono stati concessi gli arresti domiciliari.

Maria Mento

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