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Reddito di Cittadinanza, l’allarme del Garante per la privacy: dati personali a rischio

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Di Maio

L’allarme dell’Authority per la privacy sul reddito di cittadinanza. Depositata una memoria in commissione lavoro. Dati personali a rischio?

Il Reddito di Cittadinanza potrebbe mettere a rischio i dati personali di milioni di persone? E’ quanto trapela in seguito alla decisione dell’Authority a protezione della privacy di depositare una memoria in commissione Lavoro contestando, in tale documento, le diverse norme che consentono ai centri dell’impiego di effettuare minuziosi controlli ydi tutte le spese sostenute da coloro che avranno diritto al reddito, ma non solo.

Memoria del Garante per la Privacy

Punto per punto si contestano anche le norme che mettono informazioni sensibili su dati personali a disposizione dei Caf, su tutti i dati patrimoniali e reddituali. Obiezioni dalle quali emerge il rischio che i dati personali possano così essere maggiormente esposti a furti e violazioni: questo perchè ogni più piccola spesa e qualsiasi movimento bancario, oltre ad ognu entrata incassata, sarà a disposizione dei centri per l’impiego e dei Caf, motivo per il quale l’Autorità Garante della Privacy ha deciso redigere una memoria che sollevi diverse questioni relative alle norme che regolano il reddito di cittadinanza.

Le forme di tutela per evitare rischi

Ricordando che, per l’interessato, l’unica forma di tutela è quella di vietare espressamente, attraverso una comunicazione specifica all’Inps oppure al Caf, l’utilizzo dei propri dati. In caso contrario potrebbe scoprire che le sue spese e tutti gli acquisti effettuati con la carta del reddito di cittadinanza sono stati attentamente monitorati. Questo perchè, come previsto dalla legge, non solo la cifra caricata sulla carta deve essere interamente spesa nell’arco del mese ma gli acquisti devono essere “leciti”.