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Chi è Amanda Lear: età, biografia e curiosità

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Amanda Lear
Amanda Lear

Tutto su Amanda Lear, ospite della puntata odierna di “Verissimo”.

Questo pomeriggio, Amanda Lear sarà ospite a “Verissimo”.

Ecco qualche nota biografica su di lei.

Amanda Lear, pseudonimo di Amanda Tapp, è nata a Hong Kong, il 18 Novembre 1940. La sua infanzia è avvolta nel mistero. Poco dopo la sua nascita, i suoi genitori si sarebbero separati e Amanda sarebbe stata cresciuta dalla madre a Nizza. La verità sulla sua data di nascita, i nomi e le nazionalità dei suoi genitori e le città in cui è stata cresciuta, tuttavia, costituiscono una questione molto dibattuta, fin dai primi anni ottanta.

Oltre ad avere due lingue madri per nascita, francese e inglese, ha dimostrato avere un talento per le lingue già in età precoce, imparando presto anche il tedesco, lo spagnolo e l’italiano, lingue che le sarebbero servite più tardi nella vita professionale. Secondo la sua biografia ufficiale, si sarebbe trasferita a Parigi, dopo aver terminato la scuola elementare, per studiare presso l’Académie des beaux-arts, prima di entrare alla St. Martins School of Art di Londra, nel 1964.

Nei primi mesi del 1965, fu individuata e messa sotto contratto da Catherine Harlé, capo di una delle più famose agenzie per modelle d’Europa. Per finanziare i suoi studi d’arte, tornò a Parigi per il suo primo incarico di modella per Paco Rabanne. Subito dopo, si ritrovò a essere fotografata da Helmut Newton, Charles Paul Wilp e Antoine Giacomoni per riviste come Elle, Marie France e Vogue e a partecipare alle sfilate di stilisti come Yves Saint Laurent e Coco Chanel a Parigi e Mary Quant, Ossie Clark e Antony Price a Londra. Dopo qualche tempo, abbandonò la scuola d’arte, e cominciò a fare la modella a tempo pieno, continuando a vivere nella Swinging London degli anni sessanta, con molti personaggi famosi. Si trasformò in una “sostenitrice del demi-monde di Londra”, diventando giornalista nel 1978 e scrivendo nella colonna del gossip per il giornale britannico “Ritz”.

Età, biografia e curiosità su Amanda Lear

Nel 1965, mentre era era con Brian Jones e il suo fidanzato del tempo Tara Browne, in un locale notturno parigino di nome Le Castel, incontrò Salvador Dali’. I due instaurarono immediatamente un rapporto speciale, tanto da definirsi “spiritualmente sposati”. La Lear , successivamente, ha accompagnato lui e sua moglie per circa quindici anni, trascorrendo ogni estate con loro. Durante questi viaggi, Dalí le mostrava i musei d’Europa, i salotti parigini e la Spagna, mentre lei gli mostrava l’arte, la moda, la fotografia e la musica a Londra. Amanda ha posato per alcune opere di Dalí, come Venus to the Furs e Vogué, ha partecipato a molti dei suoi progetti cinematografici e inoltre stava al suo fianco durante le conferenze stampa e gli incontri con i media: eventi che spesso si trasformavano in spettacoli, spesso con la Lear come figura centrale. Dal 1967 al 1970, è apparsa in alcuni film, recitando ruoli minori o facendo delle piccole partecipazioni. Il suo primo ruolo è quello dell’aliena nel film francese “Ne jouez pas avec les Martiens”, a cui è seguito il film “Wonderwall”. Nel 1969, ha partecipato in Germania alla settima puntata del telefilm “Der Kommissar”, per poi terminare con il film sperimentale “Double Pisces, Scorpio Rising”.

Nel 1973, viene fotografata per la copertina dell’album “For Your Pleasure” dei Roxy Music. Nello stesso anno, incontro David Bowie, con cui intrecciò un intenso e breve legame. Il 16 novembre 1973, apparve nella serie televisiva della NBC americana “Midnight Special” con Bowie, durante la performance di “Sorrow”. Nel video, è sopra un’impalcatura con in mano un lungo bastone che usa per spostare su una scacchiera delle pedine viventi; inoltre recita nello spettacolo come la “maestra per le cerimonie”. La sua apparizione nel video è considerata come il lancio della sua carriera musicale.

Poco tempo dop,o registrò, insieme a Bowie che la indirizzò verso la carriera musicale, la sua prima canzone intitolata “Star”, mai pubblicata. Il suo singolo di esordio “Trouble” non ebbe successo; registrò anche una versione francese della canzone che attirò l’attenzione del produttore Antony Monn e dell’etichetta Ariola-Eurodisc, che le offrì sette anni e sei album di contratto per una somma di denaro che la Lear definì “astronomica”. Il suo album di esordio “I Am a Photograph”, registrato a Monaco di Baviera, fu un successo in Germania e in Austria. In Italia, riuscì ad arrivare alla Top 10. Dall’album furono estratti alcuni singoli, tra cui “Blood and Honey,”” Tomorrow” e “Queen of Chinatown” che diventò il suo primo successo a livello europeo. Successivamente, pubblicò l’album “Sweet Revenge”, un concept album che contiene un medley continuo nel primo lato. L’album riuscì ad arrivare nella Top 10 di alcuni paesi europei e fu certificato Disco d’oro in Italia, Germania, Francia e Belgio. Dall’album fu poi estratto il suo più grande successo “Follow Me” e la Top 20 “Enigma”. L’ultimo album della fortunata trilogia Disco è “Never Trust a Pretty Face”, considerato il migliore della sua carriera, sia dai fans che dai critici. L’album però non riuscì a entrare nella Top 20, anche dopo la pubblicazione della hit minore Fashion Pack”. L’album fu promosso soprattutto in America.

Durante gli anni Ottanta, lasciò la musica disco per dedicarsi al rock e alla new wave. Verso l’inizio del 1980, pubblicò “Diamonds for Breakfast”, che fu un successo soprattutto in Norvegia e in Svezia. Trascorse la maggior parte del 1980 in tour promozionali per l’album, dalla Grecia sino alla Finlandia. Inoltre arrivò per la prima volta in Giappone, dove entrambi i dischi, il singolo Queen Of Chinatown e Sweet Revenge arrivarono alle prime posizioni e vennero certificati Dischi d’oro. Nel 1980, fa il suo esordio come presentatrice. La RAI la chiama a condurre, insieme con Enrico Beruschi, le due serate della “Mostra Internazionale Di Musica Leggera Di Venezia” trasmesse da RAI 1, dove canta per la prima volta in Italia “Solomon Gundie”.

Nel 1981, pubblica l’album “Incognito”. L’album ha un tiepido successo in Europa, mentre è un grande successo in Sudamerica. Nel 1984, pubblica la sua biografia ufficiale “My Life With Dalí”. Dopo aver lavorato per quattro anni in tv, sia in Italia che in Francia, torna alla musica, pubblicando l’album “Secret Passion”. A causa di un incidente automobilistico, proprio mentre era pronta a pubblicizzare l’album, la Lear dovette rimanere alcuni mesi in convalescenza. In ospedale, scrive la sua prima novella “L’Immortelle”, un racconto surreale che descrive i tormenti di una donna condannata all’eterna giovinezza e bellezza, a guardare tutti gli altri invecchiare e infine, di perdere tutti i suoi cari, ma pur restando sempre bella, non è in grado di fermare lo scorrere del tempo.

Nel 1988 torna in classifica con una reinterpretazione di “Tomorrow”. . Verso la fine degli anni ottanta, due suoi successi, Follow Me e Gold, vengono remixati dal DJ Hi-NRG britannico Ian Levine e ripubblicati dalla Ariola Records come singoli. Questi vengono seguiti dalla pubblicazione di alcune raccolte della Ariola, e da due album “Pop-rock”, “Uomini più uomini” in Italia e “Tant qu’il y aura des hommes” in Francia, entrambi pubblicati nel 1989.

Anche gli anni Novanta e Duemila, sono anni di intensa attività artistica, tra musica e televisione, sia in Italia che in Francia.

Maria Rita Gagliardi

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