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Un giubbotto per calmare i bimbi iperattivi: la “soluzione” che arriva dalla Germania è davvero una soluzione?

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In Germania hanno pensato di fare usare in 200 scuole un giubbotto pesante sei kg per far stancare i bambini iperattivi. È polemica

Il pesante giubbotto proposto in Germania per i bambini iperattivi

Fermare i bambini iperattivi? In Germania è possibile grazie ad un giubbotto imbottito di sabbia pesante da 1,2 a 6 kg. Una soluzione che fa discutere, un vero e proprio supplizio e non la risposta giusta ad un disturbo che va seguito con l’ausilio di medici, psicologi e (purtroppo) farmaci. La misura sarebbe stata resa attiva in circa 200 scuole tedesche per impedire ai piccoli di potersi muovere facilmente. Non appena la notizia si è diffusa sul web è scattata l’indignazione generale. A ben vedere, basta aprire gli articoli ripostati in queste ore da varie pagine Facebook per rendersi conto che si tratta di una notizia risalente al Gennaio dell’anno scorso. Tuttavia, ci sembra doveroso parlare di un disturbo, quello dell’ADHD, che è sempre attuale e quindi cercheremo di utilizzare questa notizia per fare un po’ di chiarezza.

Giubbotto da sei kg per i bambini iperattivi, in 200 scuole tedesche adottata la misura shock

Circa un anno fa si è diffusa sul web una notizia relativa ai bambini iperattivi e affetti da un disturbo dell’attenzione: in Germania, in circa 200 scuole, si era pensato di utilizzare un giubbotto, imbottito di sabbia e pesante fino a sei kg (costo tra i 120 e i 140 euro), per impedire ai bambini di potersi spostare con facilità e per permettere agli insegnanti di avere un controllo maggiore su questi soggetti. I disturbi del neurosviluppo relativi all’ADHD causano, nei soggetti che ne sono affetti, una grossa difficoltà nel mantenere l’attenzione, con un’eccessiva propensione all’attività motoria e un’impulsività dei propri comportamenti che non si riesce a controllare. In alcuni casi può esserci una predominanza del deficit dell’attenzione, mentre nell’altra può fare la parte del leone l’iperattività.

Giubbotto da sei kg per i bambini iperattivi, intervista al Professore Marzocchi

I sintomi si manifestano prima dei 12 anni e creano problemi ai ragazzi nel loro habitat scolastico, oltre che a casa. Alcuni bimbi e adolescenti che vengono colpiti tendono a mantenerne i sintomi anche in età adulta. In genere si interviene aiutando il soggetto iperattivo con trattamenti psicoteraupeutici, andando a variare l’alimentazione e lo stile di vita. Nei casi più gravi si interviene farmacologicamente (vi rimandiamo all’apposita pagina di Wikipedia per iniziare ad approfondire: qui il link). Nel quadro che brevemente abbiamo delineato quanto può essere utile o deleterio introdurre un mezzo vessatorio quale il giubbotto appena descritto? Vi riproponiamo qualche stralcio di un’intervista realizzata da Query, nel Marzo dell’anno scorso, con Gian Marco Marzocchi, Professore Associato di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione presso l’Università di Milano Bicocca.

Giubbotto da sei kg per i bambini iperattivi, lo scetticismo dell’esperto in materia

Questa giacca obbliga il bambino a stare più fermo dal momento che ha un peso variabile dai 2 fino anche ai 5-7 kg. Il soggetto del test riesce quindi a stare più tempo a guardare il monitor, perché è meno indotto a muoversi. Pertanto l’effetto è limitato al momento in cui il bambino la indossa, e si manifesta nello svolgimento di attività che richiedono proprio di stare fermi, per esempio a guardare lo schermo di un pc. Questi studi non utilizzano però questionari che diano informazioni sui comportamenti abituali dei bambini, per verificare se la giacca abbia prodotto degli effetti in altri contesti; noi sappiamo che i questionari nell’ADHD sono fondamentali, perché sono gli strumenti che insegnanti e genitori usano per descrivere ciò che fanno i bambini nelle attività quotidiane. Infatti spesso i risultati dei test cognitivi di bambini con ADHD sono poco correlati con i questionari, che rappresentano invece la vita di tutti i giorni dei bambini”, ha detto il Professor Marzocchi. Ad inizio intervista lo studioso si è dichiarato cauto sulla possibile valenza riabilitativa del giubbotto: non si tratta né di una cura né di una terapia contro i disturbi portati dall’ADHD (e va detto, comunque che una cura non esiste). In sostanza, il giubbotto “contenitivo” sembra più un palliativo adottato per superare il problema in determinate occasioni, senza però intervenire efficacemente sul paziente e senza aiutarlo a migliorare in altri ambiti (non ci sono prove scientifiche a riguardo). A questa pagina (qui il link) potrete leggere il testo integrale dell’intervista.

Maria Mento

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