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Mahmood si racconta dopo Sanremo 2019: “Sono italiano, non un simbolo per gli immigrati”

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Mahmood
Mahmood

Dopo la vittoria al “Festival di Sanremo”, Mahmood si racconta a “La Repubblica”, mettendo a tacere le polemiche che hanno fatto della sua vittoria alla kermesse un vero e proprio caso politico.

Reduce dalla vittoria al “Festival di Sanremo 2019” con il brano “Soldi”, Mahmood si racconta a “Repubblica”. La sua vittoria è diventata un vero e proprio caso, tra Ultimo che in conferenza stampa, subito dopo la gara, ha polemizzato per il secondo posto (ve ne abbiamo parlato qui) ed il mondo politico che sta disquisendo circa le origini del cantante (ha padre egiziano e madre sarda) ed il sistema di televoto che non ha lasciato al pubblico da casa completo potere decisionale.

Nonostante le polemiche, Mahmood sta vivendo il suo sogno e non si lascia minimamente sfiorare dal clamore mediatico che si sta sollevando intorno a lui e la sua vittoria:

“Le polemiche non mi sfiorano per niente, sono felicissimo, figurarsi se possono minimamente influenzarmi: non ci riusciranno mai. Ma sono pronto ad accettare le critiche perchè la musica è una cosa soggettiva che può piacere o no.Sembra che io abbia realizzato tante cose ma sono ancora un debuttante visto che il mio primo disco fisico esce il primo marzo “.

Mahmood: “Sono italiano al 100%”

A chi lo sta già definendo “un simbolo per gli immigrati” risponde che:

“Non credo di essere un simbolo per nessuno per il semplice fatto che sono nato e cresciuto a Milano, quindi sono italiano al 100 per cento. Con Soldi ho solo raccontato una storia, non volevo fare politica né lanciare messaggi. Forse sono le generazioni prima della nostra a sentire la diversità visto che sono cresciute in un mondo dove l’immigrato o il figlio di coppie miste era un’eccezione”.

Il cantante ha parlato della sua situazione familiare e del padre che ha abbandonato lui e la madre, quando aveva soltanto sei anni:

“Da bambino ero abbastanza tranquillo, leggevo molto, lo facevo più da piccolo che ora. Ero cicciotto e con gli occhiali, andavo in piscina, mia madre mi faceva vestire sempre con camicie sgargianti, diciamo che non passavo inosservato”.

Riguardo alla partecipazione all’Eurovision Song Contest che gli spetta di diritto, in quanto vincitore del Festival:

“Non è ancora il momento di organizzarmi su questo, però quanto mi è accaduto negli ultimi mesi, la vittoria a Sanremo giovani e ora al Festival, è già pazzesco”.

Maria Rita Gagliardi

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