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“Cagna dell’Anpi”: viene apostrofata così la consigliera comunale dopo aver espresso un’opinione sulle foibe

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ha espresso un'opinione sulle foibeLa consigliera comunale di Vinci, Toscana, è stata apostrofata “Cagna dell’Anpi” dopo aver espresso un’opinione sulla questione foibe.

Questa domenica si è celebrato il giorno del ricordo, una giornata dedicata alla memoria delle vittime del regime comunista slavo nel periodo compreso tra la fine della Seconda guerra mondiale e l’inizio della Guerra fredda. A riguardo il Presidente della Repubblica Mattarella ha invitato tutti a non minimizzare o mistificare quanto accaduto, per rispetto di civili, tra cui donne e bambini, uccisi in nome della ritorsione ai peccati fascisti.

Così com’è giusto rendere omaggio a vittime innocenti è altrettanto giusto che chiunque, uomo o donna, sia libero di esprimere il proprio pensiero sulle foibe o su altri argomenti fortemente politicizzati. Pare invece che l’invito a non mistificare sia stato preso come un avallo a comportamenti violenti nei confronti di chi esprime un’opinione non condivisa su quanto successo al confine con la Slovenia.

Gli insulti e le minacce ai danni di Amalia Chiovaro: “Cagna Anpi”

Ne sa qualcosa la consigliera di Vinci, paese in Toscana, di origini siciliane Amalia Chiovaro, duramente attaccata per aver espresso un’opinione non conforme al sentire comune sulle foibe. Per tale motivo un contatto fake l’ha attaccata su Facebook apostrofandola come “Cagna dell’Anpi”, accusandola di negazionismo: “Nega le foibe” e incitando ritorsioni violente nei suoi confronti: “La andiamo a prendere e la stupriamo?”.

Il disgusto creato dal post ha avuto come immediata conseguenza il sostegno e la solidarietà del popolo del web, unito nel condannare l’atteggiamento intimidatorio, minaccioso e sessista espresso nel post in questione. Amalia ha ricevuto l’appoggio di tutto il comune di Vinci, della città di Palermo, del sindaco del paese che ha denunciato l’accaduto al prefetto di Firenze. Intanto il profilo è stato cancellato, così come il post, probabilmente a causa delle segnalazioni di altri utenti.

Simili atteggiamenti, frutto di una mentalità retrograda ed estremista (di cui molti nostalgici del ventennio sono portatori virali) vanno assolutamente cancellati. Questo è solo l’ultimo caso di attacco discriminatorio e violento che si registra sul web ai danni di una donna, un fenomeno che dimostra ancora una volta che bisogna fare enormi passi avanti prima di poter asserire che tra uomo e donna esiste la parità.

 

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