Luca Marcellin, ESCLUSIVA al noto bartender e mixologist

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:43

Luca Marcellin

Abbiamo intervistato il noto bartender italiano

Oggi abbiamo ospite qui in redazione uno dei bartender più famosi del panorama italiano e non solo; si tratta di Luca Marcellin, che in ESCLUSIVA ripercorrerà con noi alcune tappe della sua carriera e i segreti di questo lavoro.

Intervista al mixologist Luca Marcellin

Ciao Luca, in primis presentati ai nostri lettori…

Buonasera a tutti, sono Luca Marcellin ora proprietario e bartender del ‘Drinc’ di Milano in via Plinio 32…

Nonostante la tua giovane età hai viaggiato il mondo maturando esperienze di primo livello in diversi Paesi: qual è stata la realtà che ti ha formato maggiormente?

Ho avuto la fortuna di girare tanto e lavorare in cinque continenti. Ogni luogo mi ha lasciato qualcosa, uno per un particolare stile di vita, un altro per le esperienze o il lavoro. Mi è rimasta più nel cuore però l’Australia…

Hai partecipato a numerosi eventi e gareggiato con tantissimi colleghi che venivano da ogni parte del globo: qual è il piazzamento di cui sei più orgoglioso e perché?

Ho fatto tante gare e mi sono posizionato sempre con risultati più che positivi. Tra le più importanti ricordo con piacere la finale italiana della World Class (dove sono arrivato terzo), poi c’è il secondo posto nella finale mondiale del ‘Domaine de Canton’. Grande soddisfazione anche nella vittoria al ‘Trofeo Nino Cedrini’, personaggio incredibile per ogni bartender italiano, sono orgoglioso di questo premio.

Da anni la tua base è a Milano, ma a tuo parere oggettivo è il capoluogo meneghino la città italiana che offre una migliore proposta in termini di qualità e diversità nel mondo della ristorazione e dei cocktail?

Sono a Milano da quasi 8 anni dalla mia passata esperienza al ‘Four Seasons’ e ora nel mio locale. Sicuramente il capoluogo meneghino è una realtà paragonabile alle grandi capitali europee, però non è giusto dire che ci sia solo Milano di importante sotto questo aspetto in Italia. Anche a Roma, Napoli, Torino e in altre realtà più ‘provinciali’ ormai la cultura del bere bene e cercare la qualità si sta sviluppando molto.

Il tuo lavoro è sicuramente molto trendy e affascinante, ma c’è qualche sfumatura ‘negativa’ che chi è dall’altra parte del bancone non immagina?

E’ sicuramente affascinante, ma la gente non sa quanto lavoro c’è dietro tra preparazione, lavoro, pulizia e chiusura. Se sei bar manager come ero io prima hai anche compiti di responsabilità del personale e altre cose, ora da proprietario devi occuparti di mille faccende burocratiche (da svolgere al mattino), mentre la sera c’è il lavoro vero e proprio. E’ un’occupazione che come tutte le attività deve piacerti e non ti pesa se hai soddisfazione nel farla.

Da pochi anni hai trovato una dimensione tutta tua e un locale proprio, ma svelaci una cosa: se ti arrivasse una offerta irrinunciabile dall’estero abbandoneresti questo tuo piccolo ‘regno’?

Da pochi anni ho la mia realtà, per adesso sono veramente contento ma mai dire mai… Nel caso dovrei ricevere proprio una grande e allettante offerta per convincermi a lasciare tutto….

Quali sono i sogni che vuoi e devi ancora realizzare in futuro?

Il mio sogno più grande è che tutte le cose continuino a procedere come stanno andando ora, ci sono anche altri piccoli progetti ma in primis bisogna sempre cercare di tenersi giovani e pronti!

Simone Ciloni

Leggi NewNotizie.it, anche su Google News
Segui NewNotizie.it su Instagram