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Tav, continua lo scontro al governo. Esce il dossier costi/benefici: “7 miliardi di perdita”

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La maggioranza continua a dibattere sull’utilità della costruzione della Tav Torino-Lione, intanto il Mit ha consegnato il dossier costi/benefici che evidenzia un passivo di 7 miliardi.

Da anni ormai si dibatte, al governo e fuori, sull’utilità di una linea ferroviaria ad alta velocità che unisca Torino a Lione, la così detta Tav. L’idea sarebbe quella di spostare la maggior parte del traffico di confine (formato da mezzi pesanti che trasportano merci e da veicoli) sulla linea ferroviaria, al fine di velocizzare i trasporti e ridurre i rischi legati alla normale viabilità autostradale. A questa posizione si oppongono i ‘No Tav’ ed alcuni partiti nazionali che giudicano il costo dell’operazione troppo alto per i benefici che ne deriverebbero. Inoltre contestano che per tali benefici si dovrebbe arrecare un danno irreparabile all’ambiente.

Di recente il dibattito si è riaperto perché il vice premier Matteo Salvini spinge sulla necessità di costruire la linea ferroviaria, mentre il Movimento 5 Stelle la ritiene una spesa inutile ed una grande opera dannosa all’ambiente. Le due anime della maggioranza ne hanno discusso senza trovare un accordo e nel frattempo il ministro delle Infrastrutture Toninelli su decisione del governo ha incaricato il Mit di creare un dossier costi/benefici che chiarisca pro e contro di un simile progetto.

Tav, i risultati del dossier: “7 miliardi di troppo per finire la linea”

Dopo una lunga attesa il dossier del Mit è arrivato ed è stato pubblicato sul sito del Ministero delle Infrastrutture. Su questo si legge: “L’analisi condotta mostra come, assumendo come dati di input relativamente alla crescita dei flussi di merce e dei passeggeri e agli effetti di cambio modale quelli non verosimili contenuti nell’analisi costi-benefici redatta nell’anno 2011, il progetto presenta una redditività fortemente negativa”. Nel documento vengono specificante anche le somme di questa redditività fortemente negativa: “Il valore attuale netto economico (Vane), ovvero il saldo tra i costi e i benefici – scrivono i tecnici – risulta pari rispettivamente a -6.995 milioni considerando i costi ‘a finire’ (escludendo i soldi già spesi) e a -7.949 milioni qualora si faccia riferimento al costo intero”.

 

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