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Anniversario Morte Marco Pantani: il servizio delle Iene che mette in dubbio l’ipotesi suicidio

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servizio de 'Le Iene' mette in dubbio l'ipotesi suicidioIn vista del 15° anniversario della morte di Marco Pantani è stato pubblicato un servizio de ‘Le Iene’ che mette in dubbio l’ipotesi del suicidio.

Esattamente 15 anni fa il mondo dello sport veniva scosso da una notizia clamorosa: Marco Pantani era stato trovato privo di vita all’interno della camera di un residence di Rimini. La prima ipotesi degli inquirenti è stata che il famosissimo ciclista si fosse tolto la vita: dalle informazioni trovate, infatti, risultava che nessuno fosse entrato o uscita da quella stanza nelle ore precedenti e successive al ritrovamento del cadavere.

Sin dai primi momenti la morte di Pantani è sembrata sospetta, ma in 12 anni di indagini e processi non è stata trovata una prova a sostegno dell’ipotesi dell’omicidio. Inoltre era risaputo che il ciclista stava vivendo un periodo difficile e che dopo la condanna per utilizzo di sostanze dopanti (utilizzo sempre negato dal diretto interessato) aveva cominciato ad assumere cocaina (abitudine confermata anche dalla madre del campione).

Anniversario morte Pantani: servizio de ‘Le Iene’ mette in dubbio l’ipotesi suicidio

In un servizio de ‘Le Iene‘, andato in onda il 12 febbraio, viene fatta una ricostruzione della vicenda, delle indagini e dei processi sulla morte del ciclista. In seguito viene fatto notare come tra il filmato della scientifica ed alcune testimonianze di chi è entrato per primo nella stanza ci fossero delle discrepanze. Ad esempio nel filmato si vede il lavandino a muro, mentre nelle dichiarazioni di uno dei testimoni, si legge che la cosa che lo aveva colpito entrando, era proprio la presenza del lavandino per terra.

Ma se questi dettagli sono già noti e sono già stati osservati in sede di processo, c’è una testimonianza raccolta dall’inviato del programma Mediaset che non era mai stata fornita prima. A parlare è un ragazzo che lavora in una struttura alberghiera e che sostiene di aver visto Pantani qualche giorno prima della sua morte: “Ero alle prime armi e quando arriva una persona famosa non passa certo inosservata”, spiega il ragazzo che poi aggiunge: “Poi tanto vedi la camera con il cognome perché tanto devi fare la schedina di P.S.”.

La parte interessante della testimonianza arriva subito dopo, quando il giovane afferma di averlo visto pochi giorni prima della morte: “Ricordo che era febbraio perché dovevo fare un’esame di Economia il giorno dopo che lui è stato trovato morto… quindi io ricordo 1, 2, 3, 4 giorni prima che lui è morto”. Insomma se la testimonianza fosse vera, sarebbe la prova che non è vero che Pantani non era mai uscito dalla camera nei giorni precedenti.

Ma emerge anche un altro particolare importante, legato all’umore del campione in quei giorni: “Era sui divanetti che chiacchierava e scherzava”, dice il giovane che poi aggiunge: “Penso di aver visto una ragazza”. Possibile dunque che il ciclista non si fosse isolato come sempre sostenuto? Può questa testimonianza dare peso alle ipotesi di un presunto omicidio? Difficile dirlo, di certo sembra strano che emerga solamente 15 anni dopo la morte di Marco.

 

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