Studentessa lascia Londra per unirsi all’Isis: ora è incinta e vuole tornare dalla famiglia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:27
ora è incinta e vuole tornare dalla famiglia
(Websource/Metro.co.uk)

Shamina Begum, studentessa che a soli 15 anni lasciò Londra per unirsi all’Isis, adesso è incinta e chiede il permesso di poter ritornare dalla famiglia.

Nel 2015 tre studentesse 15enne della Bethanal Green School di Londra suscitarono scalpore tra l’opinione pubblica per aver deciso di abbandonare la scuola e la famiglia allo scopo di diventare delle spose dei guerriglieri dell’Isis. Tra queste tre ragazze c’era pure Shamina Begum, la ragazza era rimasta in contatto con delle ex compagne di classe che avevano preso questa scelta l’anno precedente e si era fatta convincere a compiere questa folle scelta.

A distanza di 4 anni Shamina è stata rintracciata dal ‘Times‘ all’interno di un campo profughi nel nord della Siria. La ragazza vi si trova dal 2017, periodo in cui ha deciso di lasciare Raqqa (ex roccaforte dell’Isis) con il marito ed i due figli: una bambina di un anno ed un bambino di appena 3 mesi. I due piccoli sono morti da poco, si pensa abbiano contratto una malattia a causa della malnutrizione. Adesso la giovane è incinta di 9 mesi e vorrebbe fare ritorno dalla famiglia.

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Nel corso dell’intervista concessa al quotidiano britannico, Shamina si dice consapevole di cosa la gente pensa di lei dopo la sua decisione. La ragazza non rinnega la scelta presa 4 anni fa, ma adesso è decisa a voltare pagina e a vivere una vita tranquilla con il figlio che porta in grembo: “So cosa pensano di me a casa ed ho letto tutto ciò che è stato scritto su di me. Ma io voglio solamente tornare a casa ed avere il mio bambino. Questa è l’unica cosa che mi interessa adesso. Faro tutto ciò che è necessario per avere il permesso di tornare e vivere in maniera tranquilla con il mio bambino”.

Il desiderio della ragazza potrebbe essere assolto, ma prima che ciò venga fatto dovrà essere sottoposta ad un’inchiesta per verificare che in questi 4 anni non abbia commesso alcun crimine di guerra, ma soprattutto che dopo i suoi trascorsi non abbia mantenuto contatti o progetti che possano apportare un pericolo alla nazione britannica. L’iter burocratico è lungo e complicato e potrebbe non riuscire ad ottenere per tempo (prima della nascita del figlio) il permesso di rimpatrio.

 

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