Legge di Stabilità 2019, previste agevolazioni finanziarie per le attività imprenditoriali nel meridione: la centralità dello sviluppo del Sud

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:28

Il Mezzogiorno nell’ottica delle politiche pubbliche ha vissuto momenti migliori; basti pensare ai successi (ed insuccessi) della “Cassa del Mezzogiorno”. Il tema dello sviluppo locale si è imposto, a fatica, gradualmente da circa un ventennio all’attenzione pubblica, come un passaggio ineludibile per la crescita dell’economia nazionale, diventando, non senza resistenze, materia di politiche governative. La legittimazione politica dello sviluppo locale è stata, infatti, l’indicatore di qualcosa di più profondo che ha riguardato le trasformazioni della società e dell’economia. La centralità dell’ambito locale nelle dinamiche politiche pubbliche, raggiunta nel corso di un lungo processo di cambiamento politico-culturale, è connessa alla competitività dei territori. Oggi l’attenzione dei decisori pubblici si concentra soprattutto sui sistemi territoriali, in tutta la molteplicità delle dimensioni, e sui processi di riorganizzazione territoriale: è il sistema territoriale, con le proprie risorse endogene, che compete nella dimensione globale, proprio perché strategicamente funzionale al decollo dell’economia sovralocale, cioè nazionale. Per un armonioso sviluppo del Paese è essenziale che venga ridotto, finanche annullandolo, il ritardo infrastrutturale ed economico del meridione d’Italia, mezzogiorno d’Europa.

Lo sviluppo delle aree territoriali economicamente svantaggiate, rappresenta ancora un grosso fardello per il definitivo decollo del Sud, in perenne affanno nonostante i continui munifici cicli di programmazione delle politiche di coesione dell’UE. La dimensione locale dello sviluppo è stata oggetto di attenzione, a più riprese, da parte dei programmi operativi finanziati dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e dal Fondo Sociale Europeo (FSE): si guarda con molta apprensione alla futura, ma temporalmente vicinissima, programmazione 2021-2027, ai nuovi obiettivi ed alle nuove azioni dei fondi strutturali comunitari, per un’efficace realizzazione dell’agenda europea in tema di crescita ed occupazione.

Nell’attesa di novità da Bruxelles, l’azione governativa ha posato lo sguardo sul Mezzogiorno: nella Legge di Stabilità 2019, sono state previste infatti agevolazioni finanziarie volte alla nascita di nuove attività imprenditoriali nelle aree meridionali, sempre più martoriate dalla soffocante e interminabile crisi economica di inizio secolo e dalla famelica ed asfissiante criminalità organizzata. E’ stata ampliata la platea dei possibili fruitori di tali agevolazioni, non più soltanto agli under 36 ma anche agli under 46 ed ai liberi professionisti, per la creazione di imprese nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Tale strumento di incentivo economico, meglio noto come “Resto al Sud”, è gestito da Invitalia, l’agenzia che per conto del Ministero dell’Economia e Finanze si occupa dell’attrazione di investimenti e dello sviluppo dell’impresa su tutto il territorio nazionale, da anni impegnata nel favorire il rilancio del Mezzogiorno. Le agevolazioni finanziarie, consistenti in un contributo economico pari a 50 mila euro, coprono il 100% delle spese ammissibili (produzione di beni nei settori industria, artigianato; trasformazioni di prodotti agricoli, pesca ed acquacoltura; fornitura di servizi alle imprese e persone; turismo). Il contributo a fondo perduto è pari al 35% dell’investimento complessivo ed il restante 65%, sempre dell’investimento complessivo, come finanziamento bancario, garantito dal Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese. Possono accedere a tali incentivi, società e/o cooperative, ditte individuali o team di professionisti (non titolari di partita IVA). Grazie a tale intervento pubblico, nel corso del 2018 sono state create 2.200 nuove imprese, con circa 8.200 nuovi posti di lavoro.

In tutto questo è importante fissare due punti: in primo luogo, lo sviluppo locale costituisce un concetto, ed una pratica, che si inquadra in un processo di lunga durata; in secondo luogo, lo sviluppo locale è oggi una, se non la prima, delle opzioni strategiche dentro i processi di mondializzazione dell’economia.

Antonio Maria Ligresti