Pippo Franco su Virginia Raffaele e lo sketch del grammofono: “Nessun cattolico lo avrebbe fatto”

Pippo Franco, attore e comico di lungo corso (classe ’40, il primo film in cui appare come attore è del 1960), ha rilasciato una lunga intervista a ‘In Terris’ in cui ha parlato della sua carriera, a partire dagli esordi, oltre a soffermarsi sui comici di oggi.

E proprio sulle battute al riguardo ci soffermeremo, a partire dal pensiero di Pippo Franco sui comici di oggi: “Non mi sento un comico d’altri tempi, perché continuo ancora a fare satira, sia pur con una maturità diversa. Apprezzo quasi tutti i cabaret contemporanei, ma sono diversi da quelli che facevamo noi. Noi venivamo tutti dalla conoscenza della povertà e della fame. Un mondo sconosciuto ai comici giovani d’oggi, nati già col cellulare in mano”.

Quindi, una parola su Virgina Raffaele, artista apprezzata da Pippo Franco ma di cui ha meno apprezzato lo sketch del grammofono che ha scatenato tante polemiche: “La Raffaele è fra le comiche più brave oggi in circolazione. Detto questo: nessun artista cattolica avrebbe mai fatto quello sketch, per cui credo sia atea…”.

Atea come viceversa Pippo Franco non si può definire. Anzi: “Io sono sempre stato ‘convertito’. E’ vero: il successo tende a portati lontano dal senso della fede, cioè dall’umiltà. Io, però, ho sempre cercato di destrutturare il mio ego, stando attendo a non identificarmi col mio essere famoso. Per cui non sono arrivato alla conversione, ci sono sempre stato dentro”.