Ferrara, guerriglia dei nigeriani per strada, mandato anche l’esercito. I cittadini: “Non ne possiamo più”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:18
Ferrara, guerriglia dei nigeriani, mandato l’esercito. I cittadini- “Non ne possiamo più”
Una scena della guerriglia urbana

 

 

 

 

Ferrara, guerriglia dei nigeriani al Gad. Inviato anche l’esercito

Prima o poi il Gad sarebbe esploso. Il quartiere ferrarese noto per essere diventato un avamposto della criminalità nigeriana violenta, dove questa estate un ragazzo nigeriano è stato quasi ucciso in pieno giorno a colpi di machete fra i residenti terrorizzati, si è trasformato in una piccola trincea. 

Ma andiamo con ordine e capiamo cosa è successo al Gad di Ferrara. La scorsa notte un nigeriano è stato investito da un’auto di un privato in via Po. L’investimento è avvenuto mentre lo straniero stava fuggendo alle forze dell’ordine che volevano fare un controllo antidroga. Le notizie (false) della morte dello straniero (quando in realtà è ferito con prognosi di 20 giorni) hanno innescato una rivolta.

Bande di nigeriani si sono riunite per strada ed hanno cominciato ad urlare, minacciare le forze dell’ordine, e rovesciare i cassonetti dando vita alla guerriglia urbana. L’atmosfera si incendia velocemente e mentre i residenti si rintanano in casa, arrivano pattuglie di carabinieri da tutte la provincia di Ferrara e poi anche l’esercito. 

Il questore: “Episodio inaccettabile” 

“È un episodio intollerabile, sul quale faremo luce con tutti i mezzi a nostra disposizione” dice Giancarlo Pallini, questore. “Lavoreremo insieme, polizia e carabinieri, per non far passare sotto traccia un episodio così grave, che ha turbato l’ordine pubblico e messo a rischio la vivibilità cittadina, che è nostro dovere garantire”. La polizia sta cercando di identificare coloro che hanno partecipato alla rivolta. 

Alla fine la comunità nigeriana è stata tranquillizzata sulle condizioni del loro connazionale. “Ci siamo trovati faccia a faccia con circa 100 nigeriani, non è stato facile” dice Nicola Lodi, esponente della Lega ferrarese. “Ci hanno accerchiato e minacciato e il messaggio è questo: se il ragazzo investito è morto, domani succederà la guerra a Ferrara. Farete una brutta fine”. Inquietante il quadro dipinto da Lodi: “c’erano delle bande nascoste in questa zona, pronte ad aggredire tutti: polizia, carabinieri, esercito”. 

Uno degli agenti di polizia che ha effettuato l’intervento dopo la guerriglia parla con Il Giornale. Non chiama il fenomeno dell’organizzazione fra nigeriani ‘mafia’, ma è evidente che ci sta pensando. “I fatti di ieri dimostrano che esiste un fenomeno di coalizione di nigeriani” dice l’agente di polizia. Le bande di nigeriani hanno fatto fronte comune contro lo Stato. E hanno dimostrato di non aver paura di scendere per strada e fare la guerriglia, protetti dal senso di impunità. Un fatto davvero inquietante.

I residenti esasperati: violenza, droga e machete 

Il Gad, acronimo di Giardino Arianuova Doro, era inizialmente il quartiere ideale di Ferrara, immerso nel verde e molto tranquillo. Ma il quartiere ormai da anni, nella disperazione più totale dei residenti, è diventata una piazza di spaccio a cielo aperto dove si trova ogni tipo di droga. La guerra degli stupefacenti, qualche mese fa, fece scoppiare una guerriglia interna a colpi di machete degna forse di una violenta e sperduta cittadini africana. Ma siamo a Ferrara. 

Fra i residenti c’è chi dice di non riuscire a star tranquillo. C’è chi ha venduto l’attività, per andarsene dal Gad. Il 9 febbraio 2019, anche il presidente dell’Associazione Residenti Gad, Giuliano Zanotti, ha deciso di mollare la spugna. “Fra qualche mese lascerò il quartiere. È una sconfitta ma non abbandonerò le mie battaglie”. C’è troppa criminalità. “Negli anni l’attività di spaccio è aumentata in modo incredibile. Ormai occupano anche gli spazi privati e ce li troviamo davanti a casa” denuncia Zanotti. 

“Gli spacciatori sono ovunque e non hanno paura”

Gli spacciatori nigeriani? “Sotto i portici del mio palazzo ce ne sono sempre una decina. Formano una diga umana. A volte faccio fatica a entrare in casa mia. Importunano i passanti e, se osiamo rispondere, volano insulti, minacce e parolacce. Si vive come in una gabbia” dice Zanotti al giornalista de Il Resto del Carlino. 

Ma secondo il sindaco PD Tiziano Tagliani, il caos non sarebbe colpa di anni di impunità – ormai è da tempo che i pusher nigeriani pattugliano la zona indisturbati – ma del decreto sicurezza di Salvini. 

Leggi NewNotizie.it, anche su Google News
Segui NewNotizie.it su Instagram

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!