Giuseppe, medico e neurologo, stroncato a 39 anni dalla leucemia: il donatore non si è presentato 

Giuseppe, medico e neurologo, stroncato a 39 anni dalla leucemia: il donatore non si è presentata 

 

 

 

Stroncato a 39 anni dalla leucemia, il donatore non si è presentato

Giuseppe Pustorino è morto a soli 39 anni di leucemia. Il medico e neurologo, originario di Reggio Calabria, è deceduto a Bergamo il 29 novembre 2018 a causa della malattia che l’ha colpito improvvisamente e senza lasciargli scampo.

Giuseppe, fino all’ultimo giorno, ha sperato nel miracolo, un miracolo con nome e cognome: un donatore di midollo compatibile all’80% che era stato trovato. Certo, non c’era alcuna certezza di riuscire a salvarsi, ma quel donatore rappresentava una speranza.

Tuttavia, l’uomo si è tirato indietro e non si è presentato al trapianto di midollo. Non c’è stato modo di rintracciarlo, e per Giuseppe le speranze si sono notevolmente affievolite. La sorella di Giuseppe Pustorino, Maria Cristina, ha donato il suo midollo – compatibile al 50% – in un gesto estremo di generosità che però non è bastato. Una vicenda che ricorda quello del piccolo Alex, fortunatamente però finita bene. 

Il fratello: “Morto due volte”

Giuseppe è morto così, col dubbio che si sarebbe potuto salvare. Il fratello Pietro, parlando al Corriere della Sera, narra le speranze distrutte del fratello. “Non voglio che si scateni ora una caccia alle streghe o la ricerca a tutti i costi di un capro espiatorio, però quel giorno è come se Giuseppe fosse morto due volte” dice. “È vero che il donatore non può essere obbligato in alcun modo, ma se uno si offre volontariamente, poi non si può tirare indietro. In ballo c’è la vita di una persona”.

“Non ci sono parole per esprime quanto sia grande il vuoto che ha lasciato. Ha combattuto questa sua battaglia con grande forza e coraggio, aggrappato alla vita con una gran voglia di vivere che l’ha sempre contraddistinto”.

Per lui, ogni giorno valeva la pena di essere vissuto a pieno e tutto ciò che esisteva al mondo era una meraviglia solo per il fatto stesso di esistere. Questa la sua filosofia di vita, questo il suo grande insegnamento. Il suo sorriso, la sua gioia di vivere, il suo altruismo non li dimenticheremo mai” racconta Pietro. E la sofferenza di sapere che forse c’era una chance per salvarlo. 

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