MH370, il co-pilota era l’unico in vita sull’aereo. La tesi della scrittrice e quelle strane deviazioni

volo copilotaIl co-pilota del volo MH370 era l’unico in vita prima dello schianto.

La scrittrice di aviazione Christine Negroni ritiene che il Boeing 777-200 abbia subito una depressurizzazione durante il volo da Kuala Lumpur a Pechino.

Il sospetto è che il capitano, Zaharie Ahmad Shah, si sia un attimo assentato dalla cabina di pilotaggio per necessità fisiologiche. Shah ha quindi lasciato il copilota, Fariq Abdul Hamid, tutto solo nell’intraprendere una difficile missione di salvataggio.

L’ipossia, ovvero una condizione in cui il cervello non riceve abbastanza ossigeno, non ha probabilmente colpito Hamid, che si trovava nella cabina di pilotaggio.

“Con tutta probabilità il co-pilota non è morto – afferma la studiosa – si può essere privati ​​dell’ossigeno per molto tempo senza morire”.

L’aereo ha fatto strane deviazioni

“L’ossigeno disponibile per i passeggeri era di circa 15 minuti, quindi i passeggeri erano tutti morti – prosegue Christina Negroni – molto prima che l’aereo precipitasse in acqua”.

Il suo sospetto come rivela il Daily Star, si concentra sulla misteriosa deviazione fatta dall’MH370 dopo aver perso il contatto. Il jet della Malaysia Airlines ha girato a ovest sopra il Mar Cinese Meridionale e ha sorvolato la penisola della Malesia, secondo l’Australian Transport Safety Bureau (ATSB), fino a precipitare nell’Oceano Indiano a ovest dell’Australia dopo aver finito il carburante, dopo un’altra misteriosa svolta a sinistra.

Missione suicida, incendio o dirottamento sono le tre ipotesi più gettonate. Christine Negroni sospetta che sia stato Fariq a tentare di far atterrare l’aereo all’aeroporto di Langkawi, situato a soli 700 metri dalla scuola pilota dove si è laureato.

Leggi NewNotizie.it, anche su Google News
Segui NewNotizie.it su Instagram