Vittima di violenza, prega i giudici di non condannare il fidanzato: dopo un anno lui la uccide

ULTIMO AGGIORNAMENTO 2:44
Lui la uccide dopo un anno
(Websource/Metro)

In un attacco di rabbia il fidanzato le stacca gran parte del naso a morsi. Durante il processo lei lo difende e prega i giudici di non condannarlo. L’anno dopo, durante un altro violento attacco lui la uccide.

La morte di Alexandra, 20enne russa residente a Saransk uccisa dal fidanzato, ha sconvolto un’intera nazione. La giovane era infatti già stata vittima di una feroce aggressione da parte del fidanzato l’anno precedente, ma aveva fatto di tutto pur di scagionarlo e poter tornare a vivere insieme a lui.

Nella prima occasione Oleg aveva perso la testa e con un violento morso aveva staccato di netto ad Alexandra gran parte del naso. La ragazza è finita in ospedale dove ha denunciato l’accaduto, ma con il passare dei mesi ha perdonato Oleg e durante il processo ha chiesto ai giudici di non condannarlo. La mancanza di una denuncia da parte della vittima ha condotto ad una condanna mite (18 mesi) che, essendo il ragazzo con la fedina penale pulita, è coincisa con nemmeno un giorno di carcere.

La seconda aggressione è stata fatale: il fidanzato la uccide a colpi di martello e coltello

La seconda aggressione è avvenuta dopo una serata ad alto contenuto di vodka (nell’appartamento sono state trovate 5 bottiglie), in cui la coppia ha ospitato un’amica di Alexandra. Quando l’ospite si è coricata, i due hanno cominciato a litigare: la ragazza ha sentito urla, qualche rumore e poi silenzio. La mattina dopo ha quindi deciso di lasciare l’appartamento di tutta fretta senza salutare, evitando così l’imbarazzo di doversi trovare faccia a faccia.

Quello che non sapeva è che il silenzio avvertito ad un certo punto non significava che i due avessero fatto pace, ma che Oleg aveva ucciso Alexandra. Il ragazzo l’aveva colpita con un coltello e poi con un martello in testa, quindi le aveva rotto addosso una stecca da biliardo. Il corpo della ragazza è rimasto all’interno del bagno per due giorni prima che venisse scoperto.

 

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