ESCLUSIVA all’attore Marco Stabile: “Che emozione lavorare con Renato Zero! Chiara Noschese artista completa”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:55

Marco Stabile

Abbiamo intervistato l’attore e cantante Marco Stabile

Oggi a NewNotizie abbiamo avuto il piacere di intervistare un attore e cantante giovane ma che ha già collaborato con grandi nomi dello spettacolo italiano; è qui con noi Marco Stabile, che in ESCLUSIVA si è raccontato a 360 gradi.

Ciao Marco, per prima cosa presentati ai nostri lettori…

Ciao sono Marco Stabile, segno zodiacale Gemelli, numero preferito il 23 e vivo tra Roma e Milano ormai. Sono un attore. Sono un cantante. E spesso cerco di trovare i luoghi giusti per poter fare tutte e due le cose contemporaneamente, anche se mi capita spesso di recitare o cantare solamente. Potrei andare avanti per ore ti avverto…

Nella tua biografia hai dichiarato di essere innamorato della black music: raccontaci qualcosa di più a questo proposito e quali sono i cantanti nello specifico che ti hanno particolarmente colpito?

Nella mia adolescenza ero completamente rapito dalla ‘black music’, il Gospel e il Soul. Brian Mcnight, Alicia Keys, Steve Wonder, John Legend e moltissimi altri. Se in un primo momento questo genere ha molto influenzato il mio modo di cantare, successivamente ho scoperto di avere una voce molto più giusta per il pop rock. Ma davvero ascolto qualsiasi genere. In viaggio ho sempre la musica nelle orecchie. Ascolto ogni giorno le nuove uscite su Spotify, e questa cosa mi fa stare davvero bene. Credo ci sia posto per tutti, ma spero tornino di moda le voci complete, quelle potenti capaci di fare davvero di tutto. Quelle che mi emozionano di più. Se penso a Freddie Mercury, uno dei miei miti più grandi! Ogni volta che lo sento cantare ho come una riverenza religiosa. C’è qualcosa di davvero divino nella sua voce. Ovviamente non ho nominato i cantautori italiani, ma le mie giornate sono piene di musica italiana. Un posto speciale per è sempre riservato a Renato Zero con cui ho avuto la fortuna di lavorare.

Nonostante la giovane età hai maturato numerose esperienze a teatro: qual è stata l’esperienza di cui vai particolarmente fiero finora?

Ce ne sono varie. E in questo mi sento fortunato. Davvero non è semplice pescarne una soltanto. Sono sicuramente fiero di essere stato uno dei protagonisti di ‘Jersey Boys Francia’, a Le Palace di Parigi. Recitare in francese è stato speciale. Vivere a Parigi e fare teatro è davvero unico. E poi sono fiero, come ho già detto, di aver lavorato con Renato Zero. In ‘Zerovskij’ io interpretavo l’Odio. È stato un successo incredibile, con 100 elementi d’orchestra nei luoghi più suggestivi d’Italia , dall’Arena di Verona al Teatro Antico di Taormina. Con Renato ho realizzato più sogni contemporaneamente. Canto in un suo disco! E siamo stati campioni di incasso nella proiezione cinematografica dello spettacolo. Insomma un incontro indelebile.

Intervista esclusiva a Marco Stabile

Uno degli ultimi personaggi che hai interpretato è stato Charlie Price, protagonista di ‘Kinky Boots’: raccontaci di questa esperienza…

‘Kinky Boots’ è un musical speciale sia per le musiche di Cindy Lauper sia per il messaggio che offre. Come diceva Oscar Wilde “Sii te stesso perchè chiunque altro è già esistito!”. Charlie Price è un ragazzo completamente diverso da me, insicuro, timido, dice difficilmente la sua, impacciato. Insomma ho dovuto completamente dimenticare come sono fatto per recitare questo ruolo, però è stato proprio questo a rendere tutto così interessante. Il regista Claudio Insegno mi ha aiutato molto. L’evoluzione che ha nel corso dello show è singolare, a poco a poco prende le redini della sua vita, rischia, cade, si rialza e raccoglie quello che ha seminato. Insomma quello che dovremmo fare tutti mentre cerchiamo il nostro posto nel mondo. Spero di tornare a interpretare questo personaggio, davvero!

Chi è stato a tuo parere il più grande artista teatrale italiano?

Questa domanda non è semplice. Ci sono una marea di artisti che stimo moltissimo. Quindi sceglierne uno mi sembra difficile. Quello che posso dirti è che ammiro tutti coloro che sono riusciti a portare sul palco tutti i propri talenti, perché a specchio so che non è semplice.  A volte saper fare più cose sembra rallentare il tuo percorso, eppure all’estero è la base. Ad esempio Chiara Noschese (con cui ho lavorato in ‘Mamma mia!’ e che mi ha diretto in ‘Flashdance’) è un’artista che ha saputo davvero eccellere in tutto ciò che sa fare.

Simone Ciloni

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