Venezuela, caos al confine: militari disertano, Guaidò annuncia ingresso di aiuti umanitari

guaidò e maduroAltissima tensione al confine con il Venezuela: l’autoproclamato presidente Guaidò ha annunciato l’arrivo del primo convoglio carico di aiuti umanitari per la popolazione.

La tensione al confine tra Colombia e Venezuela è alle stelle: l’ultimo atto dello scontro tra Maduro e Guaidò è la decisione di cinque militari di consegnarsi alle autorità di Bogotà, a seguito della rottura del fronte dei militari pro-Maduro. Contestualmente Juan Guaidò, autoproclamatosi presidente ad Interim del Venezuela, ha annunciato l’avvio di un’ “operazione pacifica, multilaterale e umanitaria” allo scopo di consentire l’ingresso nel paese del primo convoglio carico di aiuti umanitari inviati dalla comunità internazionale. Il camion ha già superato la frontiera con il Brasile ed altri convogli, ha confermato Guaidò parlando dal versante colombiano del ponte Las Tienditas, “sono in viaggio in modo pacifico e tranquillo per salvare delle vite”.

L’annuncio di Guaidò

Poche ore prima, si legge su Repubblica, il leader dell’assemblea nazionale aveva invitato l’esercito ad unirsi ai manifestanti dichiarando che “chi non sta a fianco del popolo e impedisce l’ingresso degli aiuti umanitari è un disertore che tradisce il nostro popolo. Chi ci accompagna a salvare la vita dei venezuelani è un vero patriota”. Parole che devono aver convinto cinque uomini della guardia nazionale operanti sul ponte Simon Bolivar, attraversato quotidianamente da migliaia di venezuelani in cerca, in Colombia, di alimenti e medicine, hanno disertato consegnandosi alle autorità di Bogotà.

La reazione di Maduro, chiusi i confini

Guaidò ha così commentato: “Diversi membri della guardia nazionale in servizio sul ponte internazionale Simón Bolívar, tra Venezuela e Colombia, hanno deciso di unirsi a quelli di noi che stanno salvando la democrazia. Gli aiuti umanitari entreranno”. Ma le forze di Maduro non sono rimaste a guardare, chiudendo gli accessi verso la Colombia e bloccando le persone dirette verso la frontiera. Con scontri registrati a Urena, località ubicata nello stato di Rachira, tra i manifestanti e la guardia nazionale che ha caricato e lanciato lacrimogeni. Anche la frontiera con il Brasile è stata chiusra per disposizione di Maduro nella giornata di venerdì provocando la reazione della popolazione e nuovi scontri con almeno due vittime.

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