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Decathlon cede alle minacce, niente hijab da corsa per le donne musulmane in Francia

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niente hijab da corsa per le donne musulmane in FranciaDecathlon, azienda francese che vende articoli sportivi, ha dovuto rinunciare all’idea di vendere hijab da corsa per le donne musulmane dopo le minacce di boicottaggio.

L’azienda francese Decathlon, specializzata nella vendita di articoli sportivi di vario genere, è stata costretta a rinunciare all’idea di importare gli hijab da corsa per donne musulmane in Francia. Il prodotto è stato creato e commercializzato in Marocco e le vendite avevano convinto i dirigenti dell’azienda a sfruttare il target di donne musulmane che praticano sport in Francia per incrementare i profitti. Una mossa commercialmente logica che però è stata bloccata dalla dura opposizione dai cittadini francesi e dai membri della classe politica transalpina.

Le minacce di boicottaggio in caso di vendita di Hijab in Francia

Prima dell’arrivo negli store fisici, Decathlon aveva messo l’indumento in vendita sul proprio sito. Sono passate poche ore prima che i cittadini cominciassero a lamentarsi per la presenza del copricapo e non molto tempo dopo sono giunte anche le critiche di tutti i rappresentanti del mondo politico francese, dai membri di ‘En Marche‘ a quelli di estrema destra fedeli a Marine Le Pen.

I politici hanno sottolineato come la vendita, per di più da parte di un’industria francese, di un indumento che è divenuto simbolo della sottomissione della donna musulmana alle leggi della Sharia, andasse contro i principi della costituzione francese che prevede uno Stato ed una società completamente laici. Quindi sono giunte le minacce di boicottaggio dell’azienda qualora gli hijab fossero arrivati negli store transalpini.

A quel punto Decathlon si è vista costretta a rinunciare alla vendita in Francia dell’indumento sportivo e, solamente 48 ore dopo la messa in vendita sul sito, sono stati cancellati gli ordini il cui arrivo era previsto per marzo. Ad annunciare la decisione è stato il portavoce dell’azienda Xavier Rivoire, il quale ha però sottolineato come l’intenzione fosse quella di permettere a tutte le donne di andare a correre sotto casa senza doversi sentire a disagio.

 

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