Enrico Esposito promosso al Mise come capo ufficio legislativo, scoppia la polemica per i tweet

 

Enrico Esposito promosso al Mise come capo ufficio legislativo, scoppia la polemica per i tweetEsposito promosso al Mise, polemica sui tweet 

La promozione di Enrico Esposito, ex compagno di università di Di Maio al Mise, nel ruolo di capo del legislativo, ha fatto scoppiare la polemica. La promozione a capo dell’ufficio legislativo ha portato da uno stipendio di 65mila euro ad uno, che dovrà essere ancora definito, che potrà superare facilmente i 100mila euro. 

La questione ha fatto scoppiare la polemica: non tanto per la vicinanza fra Enrico Esposito e Di Maio, ma per i tweet del neo-promosso capo dell’ufficio legislativo, considerati ‘omofobi’ e ‘sessisti’. 

I tweet incriminati e la giustificazione 

Il riferimento è ad alcuni tweet ironici che hanno solleticato il mondo del politically correct, di questi tempi estremamente sensibile. Ad esempio il tweet su Dolce e Gabbana: “Dolce e Gabbana chiusi per indignazione. Ma si può sempre entrare dal retro”. 

Esposito aveva insultato in maniera abbastanza pesante anche Michaela Biancofiore, di Forza Italia: “Non c’è modo migliore di onorare le donne mettendo una mign.. in quota rosa”. E sulla showgirl Melissa Satta aveva scritto: “Per lei il dito medio di Mancini non è grave. Ovvio, vaffanculo per lei è un lavoro mica un insulto”.

Siccome la rete non perdona, i suoi tweet di qualche anno fa avevano fatto capolino ed erano diventati il pretesto dell’attacco ad Esposito. Che si era goffamente giustificato dicendo che “Nel periodo di quei tweet avevo creato un personaggio radiofonico, chiamato Gianni il Riccone, che impersonava il mio alter ego razzista, omofobo, sessista”. 

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