“Le case chiuse vanno riaperte”: l’idea di Matteo Salvini e la creazione dell’albo delle prostitute in Veneto

Secondo il Ministro dell’Interno, riaprire le case chiuse sarebbe un passo da compiere: ma i 5 stelle non la pensano come lui. In Veneto, intanto, nasce l’albo delle prostitute

Da TGCOM24

Matteo Salvini rimane favorevole all’idea di riaprire le case chiuse, sia per dare una stroncatura secca agli sfruttatori delle donne che si prostituiscono sia per consentire alle donne che esercitano il mestiere più antico del mondo di essere inquadrate come professioniste a tutti gli effetti e, quindi, di essere capaci di pagare le dovute tasse allo Stato (la ricchezza derivante da tale attività si aggirerebbe sui 5 miliardi). Naturalmente, si tratta anche di una questione sanitaria e di salute delle donne che così potrebbero usufruire di controlli medici specifici invece di essere abbandonate a sé stesse, nelle mani di clienti e di “papponi”. Il Ministro ha spiegato che i colleghi del Movimento 5 Stelle che sono con lui al Governo non la pensano nella medesima maniera e che per questo la questione non è finita nel contratto di Governo. Intanto, però, in Veneto si sta lavorando per la creazione di un albo delle prostitute.

L’albo delle prostitute in Veneto, un primo passo verso la riapertura delle case chiuse in Italia?

Salvini è favorevole ad una possibile riapertura futura delle case chiuse, abolite con la legge Merlin del 1958. Il Ministro dell’Interno, però, ha spiegato che la questione non rientra attualmente nel contratto di Governo stilato con il M5S e che prima di aggiungere altra carne al fuoco si deve pensare a chiudere i problemi che sono aperti. Le dichiarazioni fatte ai giornalisti del Ministro dell’Interno arrivano sicuramente a proposito di un provvedimento che in questo periodo si sta prendendo in Veneto, e cioè la creazione di un albo delle prostitute. Non un’iniziativa campata in aria, realizzata alla buona per così dire, ma un qualcosa che deriva dall’approvazione di una proposta di legge per la disciplina dell’esercizio della prostituzione avanzata da Antonio Guadagnini, consigliere regionale di “Siamo Veneto”.

L’albo delle prostitute in Veneto, le dichiarazioni del consigliere Antonio Guadagnini

“(…) La mia proposta tiene conto della giurisprudenza ormai consolidata della Corte di Cassazione, la quale ha affermato che chi esercita questo lavoro è un “libero professionista”, il quale ha diritto a ricevere un giusto compenso, e dovrebbe avere sempre diritto ad emettere fattura con partita iva. Essa inoltre afferma che affittare o cedere un appartamento per uso di prostituzione, entro certi limiti, non dovrebbe considerarsi favoreggiamento della prostituzione (…)“, ha detto Antonio Guadagnini, fautore della proposta di legge accettata con parere favorevole dalla quinta commissione. La legge che è stata proposta prevede anche di punire con l’ergastolo chiunque sfrutti la prostituzione minorile.

(Fonte: TGCOM24)

(Immagine di repertorio)

Maria Mento

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