Lo sfogo del poliziotto: “Arrestare i ladri? Inutile, li liberano subito”. Sindacati: “C’è sfiducia”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:18

Lo sfogo del poliziotto: “Arrestare i ladri? Inutile, li liberano subito”. Sindacati: “C’è sfiducia”Lo sfogo del poliziotto: “Arrestare i ladri è inutile” 

Il messaggio di un poliziotto su una chat di gruppo con i colleghi fa trasparire il senso di sfiducia che alberga nella categoria in Italia. “Ma noi che stiamo ancora a fare in mezzo alla strada?” si chiede un poliziotto. 

Il riferimento è ad un episodio avvenuto pochi giorni fa in Lazio, dove due ladri sono stati arrestati dopo aver rubato in un appartamento. Le forze dell’ordine riescono a recuperare anche la refurtiva, ben 60mila euro di gioielli, che vengono restituiti al proprietario. I due ladri sono nientemeno che l’operaio che qualche tempo prima aveva svolto lavori nella casa della vittima, assieme ad un complice. Per i due ladri si apre il classico iter: processo per direttissima, e infine… la libertà. Il giudice li lascia a piede libero e non impone neppure l’obbligo di firma. 

Ladri arrestati e subito rilasciati 

Uno dei due ladri ha precedenti simili nel 2012, l’altro è incensurato. Siccome anche a quello con precedenti viene riconosciuta ‘la buona condotta’ nei sette anni precedenti al colpo, la reiterazione del reato non viene considerata tale. 

E arriva quindi lo sfogo di un poliziotto che dice così ai suoi colleghi, sulla chat di gruppo. “Mi chiedo che ci stiamo a fare in mezzo alla strada, a correre, al freddo, ad ammazzarci, a rischiare la pelle. Scrivi una montagna di carte, il verbale di arresto, li devi fotosegnalare, avvisi l’avvocato e il giudice. Non riesco più a capire. La legge è uguale per tutti?” si chiede. 

A Pisa, l’altroieri, un clandestino è stato arrestato per furto. Il tunisino 25enne, irregolare, ha rubato in un negozio di Corso Italia a Pisa. Processato per direttissima, ha subito l’obbligo di firma in questura. Mai ottemperata, ovviamente. Tre giorni dopo, il tunisino commette un altro furto. Il 25enne è stato arrestato di nuovo e questa volta per lui si apre il carcere. 

Il sindacato: “C’è sfiducia fra la polizia”

Secondo Patrizia Bolognani, rappresentante Sap (sindacato autonomo di Polizia) di Padova, fra i poliziotti c’è molta sfiducia. “La cosa assurda è che non sia stata emesso nessun tipo di misura. Neanche quelli pericolosi socialmente che commettono reati con lesioni a pubblico ufficiale, ormai, vanno in carcere” commenta la Bolognani.

I colleghi si sfogano, sono esasperati. Lo fanno sui gruppi di lavoro perché non sanno con chi parlare. Con la stampa non possiamo, perché sono delegati a emettere comunicati solo i rappresentanti sindacali. E dobbiamo stare attenti perché altrimenti ci arriva anche il provvedimento disciplinare. Oltretutto abbiamo il segreto d’ufficio” continua. 

Siamo sfiduciati. Vediamo malviventi, spesso clandestini, lasciati liberi dopo che con tanto sacrificio li abbiamo presi. Montagne di carte inutili. Spesso passano anni per i processi e in tribunale non si presenta nessuno, perché questa gente sparisce” continua. 

Leggi NewNotizie.it, anche su Google News
Segui NewNotizie.it su Instagram

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!