Controlli antidroga nelle scuole, gli studenti a Vice: “Serve più sensibilizzazione contro la tossicodipendenza”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:14

Lo scorso 26 Febbraio un blitz dell’unità cinofila presso il Liceo Umberto I di Palermo nell’ambito di un’azione antidroga. Gli studenti hanno denunciato, però, un modus operandi delle Forze dell’Ordine quanto mai inadatto alla situazione

Una squadra di militari appartenenti alla sezione cinofila, unitamente a due volanti, ha realizzato una perquisizione nell’ambito di un’operazione antidroga presso il Liceo Umberto I di Palermo. Le Forze dell’ordine sono arrivate a scuola su sollecitazione del Preside e hanno iniziato a perquisire le varie aule. I toni che però hanno accompagnato questo controllo sarebbe stato tutt’altro che pacato dal momento che gli stessi studenti del Liceo, tramite il collettivo studentesco, hanno denunciato su Facebook come si sarebbero svolti i fatti, sottolineando lo scarso tatto utilizzato dai militari verso gli studenti e spiegando come alcuni ragazzi avrebbero anche subito delle minacce. Sulla vicenda, e anche su vicende passate similari a questa, la redazione di Vice ha realizzato un’approfondita inchiesta.

Controlli antidroga nelle scuole, ecco cosa sarebbe accaduto al Liceo Umberto I di Palermo

Il Preside del Liceo Umberto I di Palermo ha chiamato i Carabinieri per effettuare dei controlli nelle aule della sua scuola. I militari, con al seguito i cani antidroga, sono giunti nel liceo lo scorso 26 Febbraio e hanno compiuto una perquisizione di cui si sta parlando parecchio. Nel corso del blitz sono stati rintracciati due zaini sospetti, ma nessuna sostanza stupefacente è stata ritrovata. Un ragazzo, scoperto in possesso di un grinder, è stato invitato a presentarsi in caserma entro la mezzanotte dello stesso giorno (ma pare che la sua vicenda non avrà risvolti legali). Ora, sotto accusa è il comportamento che i militari avrebbero tenuti nel corso della perquisizione: un comportamento immotivatamente intimidatorio e aggressivo che ha suscitato rabbia e sgomento negli stessi studenti. Oltre a non rispondere alle domande poste dagli studenti su cosa stessero cercando, avrebbero tenuto atteggiamenti intimidatori che hanno scatenato nei ragazzi stati d’animo di paura. Alcuni ragazzi sarebbero stati sollecitati a presentarsi in caserma, per evitare di essere prelevati presso la loro abitazione. Gli studenti, non a caso, hanno deciso di denunciare la cosa tramite Facebook.

Controlli antidroga nelle scuole, la denuncia del collettivo studentesco del Liceo palermitano

Il collettivo degli studenti ha denunciato, tramite un post su Facebook (in foto il testo postato dal collettivo), il comportamento inadeguato tenuto dai Carabinieri durante la perquisizione. Non sono mancate opinioni in disaccordo con l’operato del preside. Riprendendo le frasi dette da una studentessa a Vice, possiamo dire che “(…) La soluzione contro la tossicodipendenza non dovrebbe essere questa: ci vorrebbe più sensibilizzazione. In questo modo si giunge solo allo scontro con gli studenti”. Nel testo scritto dal collettivo si fa riferimento del Decreto Sicurezza: cosa c’entra con tutto ciò? Il progetto “Scuole Sicure”, promosso da Matteo Salvini, prevede l’incremento dei controlli antidroga nelle scuole, nonché l’installazione di telecamere, e l’assunzione di nuovi agenti di Polizia. Per far tutto ciò sono stati stanziati fondi per 2,5 milioni di euro. Da qui l’intensificarsi nei controlli negli istituti scolastici. Approfondendo la questione come ha fatto Vice (nostra fonte per questa notizia: qui potete leggere il testo integrale e corposo pubblicato dalla testata), si scopre che controlli portati avanti con modus operandi similari sono avvenuti in molte zone d’Italia.

Controlli antidroga nelle scuole, i precedenti nel resto d’Italia

La perquisizione compiuta a Palermo dall’unità cinofila è soltanto l’ultima di una serie di perquisizioni che si sono svolte con modalità simili e che hanno lasciato dietro sé una nutrita scia di polemiche. Ci riferiamo, ad esempio, alle perquisizioni voluta dal questore Messina di Torino in molte scuole della città. Qui i ragazzi sono stati fatti entrare a scuola singolarmente, dopo essere stati perquisiti. A Bologna dall’inizio dell’anno si verificano due controlli a settimana presso l’Istituto professionale Itis Belluzzi-Fioravanti. A Bagnoli (Napoli), lo scorso ottobre, la situazione si è molto inasprita duranti il blitz compiuto da Polizia e Guardia di Finanza: molti studenti, poi identificati, hanno intonato cori di disapprovazione. In Lombardia i controlli sono stati amplificati ma dalla regione non sono giunte denunce di comportamenti intimidatori o aggressivi degli agenti.

(Fonte: Vice)

Maria Mento

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