Reddito di cittadinanza, ESCLUSIVA Sen. Mininno (M5S): “Non è un mero sussidio. Gino Strada vada oltre il pregiudizio ideologico anti-M5S”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:51

Mininno

Analisi del Senatore Mininno del ‘Movimento 5 Stelle’

Buonasera Senatore Mininno e grazie di essere qui con noi. Visto che oggi è il primo giorno in cui si può cominciare a richiedere il reddito di cittadinanza, è a suo parere davvero una misura efficace per combattere la povertà in Italia?

Non ho dubbi al riguardo. Questo istituto affronta seriamente il problema di oltre 5 milioni di italiani che vivono al di sotto della soglia di povertà, non disponendo di un reddito minimo per condurre una vita dignitosa. Prima di tutto, si tratta di una misura di civiltà. Non possiamo girarci dall’altra parte. Nessuno deve rimanere indietro! La progressiva ed iniqua redistribuzione della ricchezza alla quale abbiamo assistito negli ultimi decenni, il continuo aumento del divario tra ricchi e poveri, non sono più tollerabili. Le cause sono da ricercare principalmente nell’attuale modello economico che non garantisce un lavoro stabile per tutti. E il progresso tecnologico, messo a disposizione del capitale e non della collettività, con la sempre maggiore automazione dei processi industriali, non può che peggiorare la situazione. Finora la politica ha risposto al tema della povertà in maniera inadeguata con conseguenze devastanti anche sulla collettività. L’esclusione di un numero così consistente di cittadini dal tessuto sociale, oltre ad essere immorale, implica un maggiore rischio sociale che può facilmente sfociare nella violenza. Questo reddito non è però un mero sussidio. I beneficiari devono da un lato sottoporsi ad un percorso di formazione o riqualificazione per il reinserimento nel mondo del lavoro, dall’altro dedicare parte del loro tempo (massimo 16 ore) per la realizzazione di progetti di utilità sociale da svolgere nel comune di residenza. In questo modo si garantisce a chi è sotto la soglia di povertà di poter mantenere sé stesso e la propria famiglia nel periodo di difficoltà, liberandolo dall’ansia della disoccupazione e della precarietà e riducendo la disuguaglianza e l’esclusione sociale, si liberano le imprese dall’onere della formazione e si permette a chi perde il lavoro di essere utile alla collettività e possibilmente di trovarne un altro. Sono inoltre convinto che questa sia una manovra espansiva perché porterà ad un aumento dei consumi e conseguentemente ad un incremento dell’economia italiana.

Il Sen. Mininno sul reddito di cittadinanza

Il fondatore di ‘Emergency’ Gino Strada in un’intervista a Radio 2 nel programma ‘I Lunatici’ ha definito mediocre il ‘Movimento 5 Stelle’ e destinato a fallire; cosa si sente di rispondere a riguardo?

Al Dottor Gino Strada, personaggio burbero ma intelligente, che stimo per i risultati concreti che ha ottenuto con i suoi ospedali, rispondo di provare a fare la stessa cosa: andare oltre al pregiudizio ideologico anti-M5S molto diffuso a sinistra e di giudicarci dai risultati concreti della nostra politica di governo. Lotta al lavoro precario con il decreto dignità, lotta alla povertà e alla disoccupazione con il reddito di cittadinanza, la misura di welfare più grande e più “di sinistra” degli ultimi decenni. Anche la nuova politica migratoria del governo, criticata da Strada, andrà giudicata in base ai risultati: la linea della fermezza, sempre nel rispetto dei diritti umani – contrariamente alle politiche del centrosinistra che pagavano le milizie libiche per tenere i migranti chiusi nei lager tra torture e stupri – punta alla condivisione europea e solidale dell’accoglienza e a un sistema nazionale di accoglienza e integrazione sostenibile e non criminogeno – perché accogliere tutti per poi abbandonarli a mafiosi e sfruttatori è ipocrisia buonista – e punta a contrastare le cause dell’immigrazione contrastando guerre e sfruttamento neocoloniale. Concludo osservando che il pregiudizio ideologico della sinistra contro il M5S è estremamente snob e auto-contraddittorio, perché il M5S ha comportato il più profondo ricambio sociale della classe politica dirigente nazionale dal dopoguerra ad oggi, portando nelle istituzioni gente normale, esponenti di classi popolari e neofiti della politica, quel “popolo” che la sinistra ha dimenticato da tempo e che per questo l’ha dimenticata.

Simone Ciloni

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