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8 marzo, le femministe offendono Salvini. Su un cartello compare anche una bestemmia

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bestemmia salvini Atti vandalici come l’imbrattamento della statua di Indro Montanelli, ma anche bestemmie e insulti a Matteo Salvini. 

I cortei organizzati dai movimenti femministi per l’8 marzo sono stati caratterizzati principalmente da cartelloni, striscioni e bandiere di tutto rispetto, ma purtroppo non sono mancate nemmeno offese ed esternazioni di dubbio gusto.

Il bersaglio preferito delle femministe è ovviamente il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che viene accusato di essere “poco dotato” dalle donne che sfilavano lungo le strade di Roma (“Salvini ce l’ha piccolo”, ndr).

Ma il particolare che sta scatenando una forte ondata di sdegno è senz’altro un cartello recante una bestemmia. “Il corpo è mio e non di quel porco di…”, si legge nel cartellone orgogliosamente esposto dalla manifestante.

Imbrattata anche la statua di Montanelli

Il responsabile del Viminale, come di consueto quando si verificano attacchi e insulti nei suoi confronti, sceglie di pubblicare un post sui suoi profili social, evidenziando il comportamento tenuto dalle attiviste femministe.

“Quanta educazione, quanto rispetto”, scrive Salvini, aggiungendo poi “bacioni anche a loro”. Il tutto mentre non si placano le polemiche per l’atto vandalico ai danni della statua dedicata a Indro Montanelli, che è stata completamente imbrattata di vernice rosa dal movimento femminista Non Una di Meno. Durante l’invasione italiana dell’Etiopia, il giornalista comprò ed ebbe relazioni sessuali con una ragazzina eritrea di soli 12 anni.

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