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La Cirinnà contro i cattolici: ma grazie al gruppo cattolico pagava casa in centro a Roma 360€ al mese 

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La Cirinnà contro i cattolici: ma grazie a un’associazione cattolica pagava la casa in centro a Roma 360€ al mese 
Monica Cirinnà col cartello, 8 marzo 2019

Cirinnà e quel favore dell’associazione cattolica 

Monica Cirinnà fa ancora discutere dopo la sua fotografia, scattata l’8 marzo, che la ritrae sorridente mentre impugna un cartello offensivo per i credenti. “Dio, Patria, Famiglia: che vita di mer*a” si legge sul cartello che l’ex senatrice PD impugna con un sorriso accennato.

Fra bestemmie, politica di basso livello ed altre volgarità, l’8 marzo non s’è fatto mancare proprio nulla. 

Ovviamente non sono mancate le polemiche per l’offesa verso i credenti ed in generale verso chi ritiene opportuno sostenere ‘la famiglia’. A latere, la stessa Cirinnà si è battuta molto per allargare il concetto di famiglia, quindi fa sorridere l’idea che ora reputi questo concetto come associato ad una “vita di merda”. Il punto, però, è un altro. 

La “vita di mer*a” a 360 euro al mese: che coerenza 

Il punto però è più che altro la coerenza. Già, perché la Cirinnà, che si dichiara una atea a tutti gli effetti, secondo la quale le questioni divine (nella specie, cattoliche) dovrebbero stare fuori dalla sensibilità politica italiana, e che ritiene che credere in Dio comporti una vita di merd*a, ha vissuto per un po’ di anni nella casa di un’associazione cattolica a canone molto agevolato. Molto, molto agevolato. La storia non è nuova, anzi, ma questa uscita della ex senatrice la fa tornare attuale. 

A che ci riferiamo? La Cirinnà aveva vissuto con il marito Esterino Montino in un appartamento di 110 metri quadrati vicino a Piazza Navona a Roma, nell’ambita Via dell’Orso. A 360 euro al mese. Niente male come canone in una zona centrale di Roma dove gli affitti medi, per un’abitazione di quelle dimensioni, sono sui 1800 euro, 1500 euro se la casa è un po’ più piccola. 3mila euro il vero valore dell’affitto della casa chiesto alla coppia (che infatti se ne è andata) al termine del contratto di 12 anni. 

Ma non è questo il punto. Il nido d’amore era preso in affitto dall’associazione cattolica Propaganda Fide (la Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli), e gentilmente concesso alla signora Cirinnà ed al marito a 360 euro mensili: ci hanno vissuto dal 1998 al 2011. Un affarone. Grazie all’associazione cattolica. 

Tutto ciò è stato rivelato dal libro “Avarizia” di Emiliano Fittipaldi sul caso Vatileaks. Il giornalista dell’Espresso ha scavato un po’ nelle vicende vaticane trovando anche la questione dell’affitto agevolato della Cirinnà. La quale, venuto fuori lo scoop, ha urlato al complotto. Salvo poi ammettere che era tutto vero: “È vero che abbiamo pagato 360 euro al mese per 12 anni? Sì. E per una ragione molto semplice. L’immobile ci venne offerto in condizioni disastrose: niente infissi, niente impianto elettrico nè idrico, nessun bagno, per non parlare di pavimenti e intonaco”. Insomma, avrebbero investito per ristrutturare e poi goduto di una diminuzione del canone. 

Ristrutturazione? Sarà, però… 

Secondo la Cirinnà, se si fosse tenuto conto di quanto da loro investito inizialmente per la ristrutturazione, il loro canone sarebbe salito a 950 euro al mese. Ripetiamo: per la stessa zona e metratura uno stabile non scende sotto i 1500-1600 euro al mese di affitto. Non si può certo dire che 950 euro al mese fossero un granché come canone di locazione per una casa da più di cento metri quadrati nel cuore di Roma, a due passi da una piazza bellissima.

“Il canone pagato dalla coppia del Pd è irrisorio: 360 euro al mese per un immobile che ne vale 3 mila” si leggeva in un articolo de Il Fatto quotidiano del 23 giugno 2010, scritto da Marco Lillo. La domanda che tutti si ponevano era: “Come hanno fatto Cirinnà e Montino ad avere in affitto per 360 euro un appartamento di 110 metri quadrati che permette di raggiungere in due minuti la Camera dei deputati e tutti i posti più belli di Roma?”. Semplice. Grazie all’associazione cattolica.

In ogni caso forse la Cirinnà farebbe meglio ad espungere almeno “Dio” dai concetti da lei assimilati alla vita di merda, dato che proprio grazie ad un’associazione cattolica ha potuto fare una vita assai migliore di chi pagava il triplo del suo canone per una casa grande la metà. Magari potrebbe convertire lo slogan in “Dio (tranne le associazioni cattoliche che mi concedono la casa a canone agevolato), Patria e Famiglia”. E togliere quel “mer*a”, che comunque in bocca ad una signora non sta mai bene. 

Grazia Roversi

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