Palermo, tenta di rapinare un negozio con una bottiglia rotta ma viene ucciso a bastonate dal titolare. Due feriti 

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:11

Palermo, vuole rapinare il negozio con una bottiglia rotta ma viene ucciso dal titolare. Due feriti Rapinatore ucciso a Palermo 

Una rapina finisce nel sangue a Palermo in Via Maqueda. Un rapinatore è stato ucciso stanotte mentre tentava un colpo ad un mini market. Feriti un dipendente ed un cliente che si trovava lì in quel momento. Non è stato esploso alcun colpo di arma da fuoco, come hanno inizialmente riferito alcuni giornali. 

Il rapinatore avrebbe fatto ingresso nel mini market palermitano tenendo in mano una bottiglia di vetro rotta con la quale ha minacciato il titolare ed il dipendente. I due si sono difesi usando dei bastoni e ad avere la peggio è stato proprio il rapinatore. 

Secondo le prime informazioni il titolare dell’attività commerciale, dopo una colluttazione, avrebbe ucciso il rapinatore a bastonate e non sarebbe stato sparato alcun colpo di arma da fuoco. 

Il titolare si è difeso con un bastone 

Il rapinatore, secondo le prime informazioni, era un 30enne tunisino ubriaco, avrebbe fatto irruzione nel locale che è gestito da cittadini bengalesi. Lo straniero era ubriaco, secondo la segnalazione del proprietario (che ha chiamato la polizia) e lo minacciava con una bottiglia rotta chiedendo l’incasso della giornata. A quel punto, secondo dinamiche ancora da chiarire, scoppia il caos.

Il rapinatore è morto dopo la colluttazione con il gestore del mini market, sembra a causa delle percosse col bastone  sferrate dal bengalese, ma la causa del decesso deve essere ancora valutata dal medico legale.
All’arrivo, la polizia ha trovato il rapinatore per terra senza vita, a fianco di un bastone sporco di sangue e alcuni cocci di vetro di una bottiglia rotta.

Il medico legale ed i sanitari del 118 sono intervenuti per prendersi cura dei feriti. Le persone presenti sono state portate negli uffici della polizia per essere interrogate. Le indagini sono condotte dalla squadra mobile di Palermo per ricostruire la rapina, anche visionando le telecamere di sorveglianza e sentendo i testimoni. “Stiamo ricostruendo l’intera vicenda, che al momento appare dai contorni parecchio confusi”, ha comunicato a La Repubblica il capo della Mobile, Rodolfo Ruperti.

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