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Le compagnie di tabacco puntano sui vaporizzatori: è la morte delle sigarette e l’inizio di un nuovo business?

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è la morte della sigaretta?Le multinazionali del tabacco investono sui vaporizzatori, una tecnologia che dovrebbe ridurre i rischi legati al fumo: le sigarette verranno sostituite?

I rischi legati al consumo di sigarette e tabacco sono noti a tutti, eppure i consumatori sembrano non voler desistere. Parte della colpa è legata alla dipendenza da nicotina: il fumatore sente la necessità di immettere nel corpo un quantitativo della sostanza esattamente come accade per le droghe. Per ovviare a questa dipendenza sono state commercializzate le sigarette elettroniche, vaporizzatori con dentro liquidi contenenti nicotina, ma la sensazione troppo differente dalla classica sigaretta ha fatto sì che la maggior parte dei fumatori rimanesse fedele al consumo di tabacco.

Una soluzione intermedia potrebbe essere rappresentata dalla commercializzazione su larga scala dei vaporizzatori per tabacco: si tratta di strumenti elettronici che riscaldano il tabacco generando vapore (ad una temperatura variabile) e che evitano il processo di combustione, quello responsabile di molti problemi di salute legati al consumo di tabacco. E’ bene sottolineare che anche la pirolisi (processo con il quale viene riscaldato il tabacco) genera delle sostanze cancerogene.

Phillip Morris sostituirà le sigarette con i vaporizzatori in Nuova Zelanda

Il governo neozelandese ha abbracciato questa soluzione per diminuire i rischi legati al fumo ed ha approvato una legge che prevede l’abolizione della vendita di sigarette entro il 2025. Il primo produttore che ha accolto il cambiamento è stata la Philip Morris (Marlboro, Benson e Lucky Strike) che è pronta a lanciare una nuova gamma di prodotti per sostituire le sigarette.

Ad annunciarlo è stato il general manager della compagnia, James Wiliams: “Tutti siamo a conoscenza del fatto che la nicotina crea dipendenza, così se rimuovessimo dal mercato i nostri prodotti i consumatori passerebbero ad un’altra sigaretta”, afferma spiegando il motivo per cui nessun produttore vira esclusivamente sulla alternative più salutari, quindi aggiunge: “Penso che la maggiore opportunità (offerta dalla Nuova Zelanda) sia quella di consegnare ai nostri consumatori delle alternative più salutari”.

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