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Giulia Sarti foto osé, l’ammissione di Rolling Stones: “Abbiamo le foto. Non divulgatele”

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Giulia Sarti, deputata del M5S, pare sia coinvolta in un caso di revenge porn a causa della divulgazione di alcune sue foto osé che il Garante della Privacy ha invitato a non utilizzare

La deputata grillina Giulia Sarti (Giorgio Cosulich/Getty Images)

Giulia Sarti, deputata del M5S, pare sia vittima di un gravissimo attacco che si sta consumando in queste ore a livello personale. Esisterebbero delle foto osé che ritraggono la deputata grillina e di cui, com’è giusto che sia, il Garante della Privacy ha invitato a non fare uso. È l’ennesimo caso di revenge porn, cioè di quel tristissimo fenomeno che vede la diffusione in rete di immagini o filmati a carattere pornografico senza che sia stato ottenuto il consenso alla divulgazione da parte del protagonista (o dei protagonisti) che figura o nella foto o nel video incriminato.

Caso Giulia Sarti, il Garante della Privacy invita al rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali

Giulia Sarti è la deputata grillina già nota perché coinvolta nello scandalo conosciuto come Rimborsopoli: alcuni parlamentari grillini, in quell’occasione, mentirono sui rimborsi che il Movimento destinava al fondo del microcredito per le PMI. Ora si è tornato a parlare di Giulia Sarti ma non per questioni di operato politico. Si tratta di questioni personali, private, e che tali dovrebbero rimanere. Invece, purtroppo, non sempre è così e sempre più spesso si rischia di rimanere vittime del fenomeno del revenge porn. È un qualcosa di sgradevolissimo che può succedere sia a giovanissimi sia a persone con qualche anno in più. Pare che della stessa Giulia Sarti, in questi giorni, abbiano iniziato a circolare  sulle chat di WhatsApp delle foto e dei filmati osé. In merito a questi fatti si sta cercando di fare tutto per tutelare la dignità e la sfera privata della deputata ed evitarle di subire un’ingiusta gogna mediatica dalla quale altre persone, in passato, sono uscite con le ossa rotte. Così, in merito alla circolazione di foto molto personali di Giulia Sarti, il Garante della Privacy ha diramato una nota nella qualerichiama l’attenzione dei mezzi di informazione al rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali e del codice deontologico dei giornalisti”.

Caso Giulia Sarti, Rolling Stones lancia l’appello: “Non divulgate quel materiale”

Rolling Stones, la celebre testata giornalistica, ha ammesso di avere quelle foto. Ma ha fatto anche una precisa richiesta: quella di non divulgare questo materiale e stiamo parlando di un invito rivolto a chiunque, tramite telefono, ne possa entrare in possesso. “(…)Più che un pezzo di cronaca di un fatto su cui si è scritto fin troppo, sono dunque a farvi un appello, perché c’è una buona possibilità che possano arrivare sul telefono di chiunque di voi: non divulgatele. Non divulgate materiale hard di nessuno senza il loro consenso, e non solo per i risvolti legali sempre troppo miti che questa cosa comporta. Non fatelo a maggior ragione se si tratta di una deputata della Repubblica che sta finendo nel macello di un gioco politico più grande di lei e sta pagando sulla propria pelle e con la propria dignità le dinamiche di quel gioco. Il rispetto della vita privata di questa donna e di tutte le persone che hanno una vita pubblica è prezioso perché possano tutelare loro e noi stessi. Il revenge porn è una piaga sociale con cui dobbiamo fare i conti ogni giorno e diventa una piaga istituzionale se tocca una nostra deputata. Nostra, perché Giulia Sarti è deputata della Repubblica. La Repubblica che spesso ci dimentichiamo, e si dimentica anche chi la rappresenta, essere di tutti. (…)”, si legge nel pezzo pubblicato online dalla testata.

Caso Giulia Sarti, il revenge porn in Italia ha già ucciso Tiziana Cantone

Pienamente condivisibile, e da noi sostenuta, la richiesta di Rolling Stones, nel pieno rispetto della persona di Giulia Sarti prima ancora che del ruolo politico da lei ricoperto. Scatti di natura intima (qualora esistenti) dovrebbero rimanere privati in ogni circostanza, e non solo nel suo caso in cui si tratti di una deputata o di una persona famosa per altri meriti. Ricordiamo in questa sede- per rimarcare il concetto di pericolosità insito nel revenge porn– la tragedia di Tiziana Cantone, la giovane che per la vergogna provata e gli insulti ricevuti dopo la divulgazione non da lei autorizzata di un video osé, girato con la sua partecipazione, ha deciso di togliersi la vita.

(Fonte: Rolling Stones)

Maria Mento