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Due studiose “cattoliche” vogliono togliere la santità a Papa Wojtyla e censurare le sue opere sulle donne

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Due donne “cattoliche” vogliono togliere la sanità a Papa Wojtyla “Togliere la santità a Papa Wojtyla” la proposta choc 

Via la santità a Papa Wojtyla. La proposta choc proviene da due studiose (che si dicono) cattoliche impegnate ed adesso propongono di censurare l’opera di Giovanni Paolo II sulla donna e di revocargli la dignità di santo. 

Una proposta assurda? Probabilmente. Le due donne che hanno lanciato l’iniziativa sono Christine Pedotti e Anna Soupa, due studiose co-fondatrici della Conferenza cattolica delle battezzate francofone, scrittrici e da ultimo anche fondatrici del ‘Comité de la Jupe’ contro la “discriminazione delle donne nella chiesa cattolica”. 

La fantasia del cattolicesimo femminista 

Ma quale sarebbe la colpa di Giovanni Paolo II, uno dei Papi più amati della storia?
Secondo le due studiose, la sua visione della donna è errata se non degradante. La colpa di Wojtyla è quella di “essere stato la voce decisiva che portò Papa Paolo VI a condannare la contraccezione nell’enciclica Humanae vitae” secondo le due.

E quella di aver “elaborato una teologia della donna riferita alla Vergine Maria, figura di silenzio e di obbedienza”. Insomma, l’aver paragonato la donna alla Vergine Maria, che per una cattolica è il massimo degli onori, sarebbe un’offesa per la dignità del sesso femminile.
Insomma, sarebbe offensiva l’idea che “la donna deve rispondere a una duplice vocazione, vergine o madre”. 

Le due studiose, però, non si fermano a qualche prurito femminista difficilmente conciliabile con la religione cattolica. Dopo aver definito il defunto Papa “protettore degli abusatori” (nonostante le riforme in materia di pedofilia siano cominciate durante il suo pontificato, ndr) quella che vogliono è una damnatio memoriae a tutti gli effetti. Una censura, insomma.

Chiediamo che sia vietato insegnare, diffondere o pubblicare la ‘teologia del corpo’ da lui predicata nel corso delle catechesi del mercoledì” dicono Christine Pedotti e Anna Soupa. Una domanda sorge spontanea: se la concezione della donna nel cattolicesimo non garba alle due, non farebbero prima a dichiararsi non cattoliche? 

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