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Morta la testimone chiave del processo Ruby, spunta l’ipotesi avvelenamento

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Spunta l'ipotesi avvelenamentoImane Fadil, modella marocchina e testimone chiave del processo Ruby è morta in ospedale. La ragazza avrebbe suggerito l’ipotesi avvelenamento.

Dopo un mese di agonia all’Humanitas di Milano, Imane Fadil, testimone chiave del processo Ruby, è morta per cause ancora in via di accertamento. Per anni la modella marocchina era stata iscritta come parte civile nel processo che vede implicato anche Silvio Berlusconi, ma proprio nel gennaio di quest’anno ne era stata esclusa. Lo stesso mese è stata ricoverata in ospedale (29 gennaio) dove nessuno dei medici è riuscito a comprendere la causa delle sue sofferenze.

Imane è morta l’1 marzo scorso e sul suo decesso sta indagando la procura di Milano. Secondo le indiscrezioni emerse in questi giorni, la modella 34enne avrebbe confessato al fratello e all’avvocato di essere stata avvelenata. L’ipotesi è al vaglio degli inquirenti che attendono i risultati dell’esame tossicologico e dell’autopsia sul suo corpo nella speranza che aiutino a comprendere la causa del decesso.

Morta testimone chiave del processo Ruby: le indagini della polizia

Nei giorni scorsi gli agenti di polizia hanno sequestrato la prima bozza del libro autobiografico che stava scrivendo la modella: in quelle pagine potrebbero esserci indizi utili per le indagini. Inoltre sono stati sequestrati i campioni di sangue prelevati durante la degenza ospedaliera. Nei giorni scorsi il procuratore lombardo ha spiegato che i medici non hanno riscontrato con certezza la patologia che ha portato alla morte della ragazza e ha aggiunto: “Speriamo che la scienza sia in grado di dirci com’è morta”.

 

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