Incidente Ethiopian Airlines, le ultime parole del pilota alla torre di controllo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 2:20

Nuovi retroscena sugli istanti che hanno preceduto il grave incidente aereo del Boeing 737 di Ethiopian Airlines. I retroscena sulla comunicazione del pilota con la torre di controllo

Giorno dopo giorno emergono nuovi sconcertanti e drammatici dettagli legati all’incidente dell’aereo di Ethiopian Airlines precipitato sei minuti dopo il decollo da Addis Abeba il 10 marzo 2019, con a bordo 157 persone, tutte decedute. Secondo quanto riportato dall’agenzia internazionale Reuters, che ha citato una fonte che ha voluto rimanere anonima, pochi istanti prima della manovra richiesta dal pilota alla torre di controllo, lo stesso avrebbe urlato “break, break”.

Le parole del pilota del Boeing

Un termine utilizzato per indicare a tutti gli aerei in quel momento in contatto con la torre di controllo di interrompere qualsiasi comunicazione: la fonte avrebbe ascoltato la registrazione del dialogo tra pilota e torre di controllo e ha indicato che, dalla voce, il pilota sembrava essere molto spaventato. Il Boeing 737 Max, ha continuato la fonte, “viaggiava ad un’inusuale alta velocità dopo il decollo” quando “il pilota ha riferito di avere problemi e chiesto il permesso di prendere quota rapidamente”. Altri dettagli sono emersi da tale registrazione: il pilota avrebbe chiesto di salire ad un’altezza di 14mila piedi sopra il livello del mare, circa 6.400 piedi sopra l’aereoporto ma il velivolo è scomparso dai radar a 10.800 piedi, dopo aver iniziato la manovra per fare ritorno all’aeroporto dal quale era decollato. Secondo quanto descritto dal pilota, sarebbe stato rilevato un problema al sistema di controllo del volo ma saranno le indagini sul disastro a fare chiarezza a tal riguardo.

Le indagini sulle scatole nere

Ci si concentra intanto sulle scatole nere ed in particolare sul cockpit voice recorder del Boeing. Ma il lavoro dei tecnici riguarda anche il flight data recorder e come confermato dall’ufficio francese di inchiesta e di analisi per la sicurezza dell’aviazione civile, è già stato avviato. I due dispositivi sono rimasti danneggiati e questo potrebbe allungare il tempo dedicato all’analisi dei dati. Le autorità etiopi hanno già chiesto il supporto dell’ente francese.

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